Grotte del Campana a Osimo, l’impegno per la riapertura

Anche il Comune, assieme all'istituto Campana, si attiva per la riapertura al pubblico del gioiello sotterraneo

Le grotte del Campana
Alcuni bassorilievi che decorano le grotte Campana di Osimo

OSIMO – Prima che la fine diventi inesorabile per le grotte sotto il Campana in centro a Osimo, l’istituto Campana ha attivato una convenzione con l’Università Politecnica delle Marche per la realizzazione di un programma di ricerca per effettuare rilievi integrati laser e fotogrammetrici del complesso. Uno step che potrebbe precedere la riapertura delle grotte oggi chiuse per motivi di sicurezza per renderle visitabili al pubblico.

«Il Campana ha un contratto di locazione con l’Agenzia del demanio che è in scadenza. È ipotizzabile che siano attratte nel federalismo municipale e possano entrare nella disponibilità del Comune, così come quelle del Cantinone e di piazza Dante. Il problema però non è solo giuridico oggi: le pareti hanno subito un preoccupante deterioramento. Il Campana ha commissionato lo studio all’Università e adesso attendiamo gli esiti delle analisi che ci indichino le possibilità di visita. Poi il Comune potrebbe stipulare un accordo con il Campana per la gestione del complesso, un unicum a livello nazionale che conserva addirittura immagini riprese dall’iconologia di Cesare Ripa». A spiegarlo il vicesindaco e assessore alla Cultura Mauro Pellegrini.

A portare il dibattito anche in aula è stato il gruppo consiliare delle Liste civiche: «È passata la nostra mozione che sollecita l’apertura al pubblico delle grotte dell’istituto Campana. Riteniamo sia un volano da sostenere per lo sviluppo turistico e un importante indotto». A studio delle condizioni ambientali e delle problematiche di natura termoigrometrica concluso, sotto la direzione del professor Paolo Clini il gruppo di ricerca della “Digital heritage”, sezione di Architettura dell’Univpm specializzato nella valorizzazione dei beni culturali attraverso l’utilizzo delle più innovative tecnologie, ha acquisito i dati che consentiranno di ricostruire un perfetto fac simile digitale delle grotte. Un’operazione per lasciare traccia indelebile nella memoria futura del complesso realizzando un tour virtuale ad alta risoluzione e far conoscere, già in questo modo innovativo, il percorso ipogeo al pubblico.