Centro Pagina - cronaca e attualità

Osimo

Matteo Salvini torna nelle Marche. Sul toto giunta dice: «Nessun numero, contano le persone»

Il leader della Lega è arrivato a Castelfidardo per un vertice con gli esponenti del partito, i nuovi eletti e il neo governatore Francesco Acquaroli

Matteo Salvini e Riccardo Augusto Marchetti a Castelfidardo

CASTELFIDARDO  – «È un dovere esserci per ringraziare della fiducia che vale più dei voti, per la responsabilità: essere il primo partito in Consiglio regionale è sicuramente motivo di orgoglio, di gioia, ma dobbiamo lavorare bene e il doppio». Sono le prime parole di Matteo Salvini a Castelfidardo per un vertice con gli eletti della Lega e il presidente regionale Francesco Acquaroli, primo incontro dopo l’elezione del neo governatore. Al centro del colloquio, il puzzle delle nomine in Giunta, anche se in casa Lega è bocche cucite e anche Acquaroli non si sbilancia.

All’incontro al Klass Hotel, il leader nazionale della Lega ha fugato subito ogni dubbio sul toto nomine, spiegando «non faccio numeri, sono qua per  incontrare le persone». «Non siamo al risiko» ha aggiunto, «noi della Lega siamo abituati a chiedere in base alle competenze che abbiamo, non è che spariamo numeri», ma «vediamo che donne e che uomini ci sono in campo, e in base a questo vedremo di occuparci di alcuni settori in particolare». Proseguendo sul tema ha citato dei fronti «di  cui la Lega si occupa da sempre in tutte le regioni: penso all’agricoltura, alla difesa del territorio, al turismo, all’ambiente. Però ogni regione fa storia a sé».

Francesco Acquaroli, Matteo Salvini e Riccardo Augusto Marchetti

Il presidente regionale Acquaroli ha spiegato «sarà una Giunta che avrà un ruolo molto importante perché le aspettative sono elevatissime e in una situazione di questo tipo bisogna saper mantenere alta l’attenzione sul ruolo dei territori, sulle competenze, sulla capacità di saper rispondere a tutte quelle esigenze che i marchigiani ci hanno sottolineato: a partire dalla ricostruzione, dalla sanità, dalle infrastrutture». Sulle tempistiche Acquaroli ha ricordato «non sono stato ancora proclamato», l’iter prevede fino a tre settimane, ma «vorremmo farlo sicuramente prima». Il governatore ha spiegato «sono riuscito a parlare singolarmente con tutti, ma nella riflessione della Giunta non siamo ancora entrati». In ogni caso ha ribadito ancora una volta che non intende implementare il numero degli assessori, puntualizzando «credo che la Giunta a sei vada benissimo».

Sull’ipotesi incarichi esterni ha detto «dobbiamo riflettere sulla migliore Giunta possibile», ma ha anche rimarcato che punta su «personalità legate al territorio», perché in grado di rappresentarne al meglio le istanze, «poi se c’è un elemento sui cui potremmo riflettere perché da un valore al governo della Regione, lo faremo insieme ai leader: oggi abbiamo qui Matteo Salvini che sicuramente può portare una importante impronta e sicuramente una importante spinta, ma credo che la Giunta debba essere concepita nella visione complessiva della nostra Regione rispetto alle priorità e a gli obiettivi che ci proponiamo, elementi essenziali per avere una capacità di governo incisivo».

Matteo Salvini ha garantito ad Acquaroli il supporto di tutta la squadra della Lega, sia degli eletti che dei non eletti, perché, come ha precisato, le priorità delle Marche «richiedono l’impegno di tutti». Inoltre ha chiesto al commissario regionale del partito di raddoppiare il numero delle tessere in un mese e di allargare il coinvolgimento e la partecipazione.

Da sinistra Francesco Acquaroli, Matteo Salvini e Riccardo Augusto Marchetti

«I  marchigiani hanno chiesto alla Lega una marcia in più rispetto alla sinistra uscente» ha dichiarato Salvini, «dopo decenni il voto di domenica e lunedì ci assegna un ruolo fondamentale, quindi sono ben contento di essere qua per lavorare, i festeggiamenti per noi sono durati mezza giornata, adesso è già il tempo del lavoro». Salvini ha sottolineato il buon piazzamento della Lega, evidenziando «abbiamo eletto 8 consiglieri regionali, non li abbiamo mai avuti nella storia delle Marche, da che esistono». Un risultato, quello del partito, che risalta anche a livello nazionale, escludendo Valle d’Aosta e Veneto, ma nelle Marche «si è lavorato bene, ma adesso non bisogna sedersi, da questo bisogna partire». Salvini ha sottolineato che «probabilmente nelle Marche ha pagato il fatto che la Lega abbia aperto  le sue sedi e liste a professionisti, imprenditori, commercianti, insegnanti. artigiani, dobbiamo allargare e coinvolgere».

Gli eletti della Lega

Sollecitato dai giornalisti sull’iniziativa del presidente regionale Francesco Acquaroli che come primo atto ha annunciato che scriverà a Mattarella per attenzionarlo sul nodo ricostruzione, Salvini ha dichiarato «Ha fatto bene Acquaroli a partire dal sisma» e poi ha auspicato un modello Genova applicato alla ricostruzione e pieni poteri ai sindaci: «Fra commissari, burocrazie e vice commissari» il leader nazionale della Lega ha chiesto «soldi e pieni poteri ai sindaci».

Il momento dello scambio dei numeri

Al termine dell’incontro aperto alla stampa, Salvini ha dato al presidente Acquaroli il suo recapito telefonico diretto per aprire un dialogo più tempestivo sulle priorità della Regione.