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Osimo

Covid, le “città santuario” escluse dagli aiuti. Il sindaco di Loreto: «Chiediamo più rispetto»

Moreno Pieroni ha presentato la mozione firmata dal capogruppo di “Loreto nel cuore”, Michele Marchiani con cui si chiedono al Governo contributi a fondo perduto per i piccoli e medi Comuni sede di luoghi di culto

Il videomessaggio del sindaco di Loreto Moreno Pieroni
Il videomessaggio del sindaco di Loreto Moreno Pieroni

LORETO – «I Comuni italiani medi e piccoli ma centri di culto a livello nazionale ed internazionale, rappresentano per il Paese un valore aggiunto assoluto che andrebbe tutelato e valorizzato, soprattutto in momenti di reale emergenza economica: l’atteggiamento del Governo, tuttavia, non si è dimostrato particolarmente sensibile a queste realtà, e alle relative attività economiche, rimaste escluse dai periodici provvedimenti di sostegno emanati in questi mesi».

Una mancanza ritenuta grave dal sindaco di Loreto Moreno Pieroni che, nel corso di una conferenza stampa oggi, 19 novembre, ha presentato una specifica mozione, firmata dal capogruppo di “Loreto nel cuore” Michele Marchiani, dove si chiede formalmente all’esecutivo nazionale, al presidente Giuseppe Conte, al ministro all’Economia Roberto Gualtieri e al ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, di inserire nella prossima legge di Bilancio, un capitolo di spesa riguardante i soli Comuni di piccola e media dimensione, i quali, grazie ai propri luoghi di devozione, offrono grande prestigio all’intera nazione, come si legge nel documento.

Oggetto della critica più incisiva da parte del sindaco Pieroni è il Decreto legge del 14 agosto dove, all’articolo 59, sono stati riconosciuti contributi a fondo perduto a quelle attività economiche collocate nei Comuni capoluoghi di provincia che hanno vantato presenze turistiche dall’estero tre volte superiori al numero dei propri residenti. Per le città metropolitane, la quota di turismo estero doveva essere invece pari o superiore a quella dei residenti. Loreto non può evidentemente rientrare in questi parametri, eppure, si legge nella mozione, la città mariana è riconosciuta per il santuario a livello nazionale e internazionale, ha ospitato in pellegrinaggio sei Pontefici dal dopoguerra, numerosi Capi di Stato e di Governo, nel 2019 ha contato più di due milioni e mezzo di turisti italiani e stranieri.

«Un luogo di culto come Loreto capace di accogliere milioni di turisti e pellegrini, al pari di altre città o centri di devozione, penso ad Assisi, a Pompei, alla stessa San Giovanni Rotondo, sono stati di fatto dimenticati dal Governo centrale – continua il primo cittadino -. Chiediamo più rispetto per quello che rappresentiamo e per gli stessi commercianti dei nostri centri storici, non ci sono imprenditori di serie A e di serie B, come lasciano intendere i provvedimenti assunti in questi mesi a Roma. Il 30 novembre presenteremo la mozione in Consiglio comunale e poi la invieremo alla Regione Marche e agli stessi parlamentari marchigiani, di qualsiasi appartenenza politica, convinti che possano appoggiare, facendo squadra, la nostra posizione. Non escludo neppure un’azione congiunta con i sindaci delle città interessate, cui invieremo ugualmente la mozione, per poter fare fronte e porre rimedio ad un’ingiustizia». Gli esercizi commerciali che non possono contare sulla presenza del turismo spirituale e religioso, stanno attraversando una crisi che ne mina la sopravvivenza. Muove da questo la volontà di proporre la mozione in cui si chiede anche la predisposizione di un contributo a fondo perduto rivolto esclusivamente alle attività di vendita di beni o servizi al pubblico collocati nei centri storici di quei piccoli Comuni riconosciuti come centri di culto e rientranti in un elenco di luoghi di devozione che il Governo è invitato a stilare entro il 2021 con l’ausilio delle amministrazioni pubbliche.