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Osimo

Coronavirus, operai in sciopero a Osimo e Castelfidardo

Hanno incrociato le braccia i dipendenti di Cebi, Fime e Luna Quinto, dove l’adesione ha raggiunto il 90%. L’appello della Fiom Ancona: «Le aziende fermino la produzione, la salute viene prima del profitto»

La Fime di Castelfidardo, azienda del gruppo Elica.

OSIMO – Sciopero di 8 ore indetto oggi dalla Fiom Cgil nella provincia di Ancona che ha coinvolto anche le fabbriche della Fime (gruppo Elica) a Castelfidardo, della Cebi Italy e Luna Quinto a Osimo. In quest’ultima le adesioni sono state del 90 per cento, secondo la Fiom. L’azienda osimana è specializzata nella produzione di lamiere e manufatti metallici. Alla Fime in località Cerretano, secondo i dati della Fiom, la metà dei dipendenti non si sono recati sul posto di lavoro.

«Lanciamo un appello a tutte le aziende metalmeccaniche affinché si arrivi al fermo temporaneo della produzione, almeno per il periodo di diffusione massima del virus – scrive in una nota la segreteria della Fiom di Ancona – abbiamo il timore che anche le misure più stringenti adottate non siano sufficienti a garantire la salute delle persone che lavorano».

Tante imprese del territorio al momento stanno cercando di non fermarsi, riorganizzando i turni di lavoro e predisponendo una serie di accorgimenti per mettere in sicurezza i dipendenti. Ma in un comunicato congiunto le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil denunciano che «in troppe aziende le iniziative volte alla protezione dei lavoratori sono insufficienti o comunque non in grado di garantire i livelli di sicurezza previsti dal DPCM dell’11 marzo».

Nei giorni scorsi Governo e parti sociali avevano siglato un protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a seguito dell’emergenza Coronavirus. Un’intesa in 13 punti in cui si sottolinea che «la prosecuzione delle attività lavorative può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione». Nello specifico si prevedevano tutta una serie di accorgimenti che vanno dalla pulizia e sanificazione degli ambienti ai dispositivi di protezione individuale (mascherine, rispetto delle distanze di sicurezza), un’apposita gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, distributori di bevande e snack) fino alla sorveglianza sanitaria del medico competente.

Ma la Fiom ribadisce che «l’applicazione di qualsiasi protocollo non scongiura il pericolo» e preannuncia che gli scioperi continueranno nella giornata di domani alla Omas di Numana e alla Ghergo di Sassoferrato.