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Osimo

Coronavirus, contagi all’ospedale di Osimo. In arrivo test rapidi per i dipendenti comunali

I pazienti positivi sono stati trasferiti dal nosocomio all’Inrca di Ancona. Il sindaco Pugnaloni, in accordo con il medico del lavoro dottor Francesco Cenerelli, ha ordinato 400 kit per tutti i lavoratori del Comune e delle società partecipate

L'ospedale SS Benvenuto e Rocco di Osimo

OSIMO – Stamattina, 7 aprile, il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni ha comunicato che c’è un focolaio, piccolo, nel reparto no Covid di Medicina dell’ospedale “Ss. Benvenuto e Rocco” della città. «Il direttore generale dell’Inrca mi ha comunicato la novità e risolveranno in breve tempo il problema. Rinnovo a tutti l’invito a stare a casa», ha detto. I pazienti positivi sono stati trasferiti dal nosocomio all’Inrca di Ancona. Sarebbero cinque anziani mentre gli altri, negativi al test che però hanno condiviso la stessa ala del reparto, sono stati traslocati in altre stanze. L’ala sarà sanificata e la situazione sembra essere sotto controllo. Il personale venuto a contatto con i pazienti infetti non sarebbe stato contagiato.

Al momento la situazione a Osimo non è buona: «Ad Osimo sono aumentati i contagi – informa il primo cittadino -. Altri cinque si aggiungono ai 37 della volta scorsa, siamo a quota 42 contagiati e 300 persone in isolamento. Situazione stazionaria al reparto Covid-19 della casa di riposo “Grimani Buttari”».

Il Comune di Osimo, in accordo con il medico del lavoro dottor Francesco Cenerelli, ha ordinato 400 rapid test per i propri dipendenti comunali e per quelli delle società partecipate. L’obiettivo è scovare gli asintomatici evitando la diffusione del contagio. Il prodotto è fornito dalla Innoliving spa e Tj point srl, aziende del territorio che commercializzano il prodotto in esclusiva per il mercato italiano. «Un grazie speciale va a Massimo Falappa, titolare della Tj point, che ha deciso di donare all’amministrazione comunale ulteriori 100 test che saranno distribuiti alle forze dell’ordine e alle case di riposo – aggiunge Pugnaloni che oggi ha presentato l’iniziativa in videoconferenza dalla Sala Vivarini del Comune -. Al vaglio inoltre l’ipotesi di ordinare altri 500 pezzi per il personale della Croce Rossa italiana e della Misericordia. Il rapid test viene proposto ai dipendenti comunali e delle società partecipate su base volontaria e previo consenso informato».

Il prodotto, regolarmente iscritto al registro del Ministero della Salute come dispositivo medico non è un test diagnostico e non si sostituisce al classico tampone esaminato tramite tecniche di biologia molecolare in laboratorio.

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La finalità del test è quella di effettuare screening su persone apparentemente sane o comunque asintomatiche, seguirà una refertazione e i nominativi di coloro che risulteranno positivi saranno comunicati all’ufficio di igiene e all’ufficio Psal (prevenzione salute ambiente e lavoro), mediante gli indirizzi pec indicati nel sito web di riferimento, e ai rispettivi medici di medicina generale. La certificazione dei risultati sarà a cura del dottor Cenerelli nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy. Gli eventuali casi positivi saranno sottoposti al tampone.