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Osimo

Osimo, il Comune dematerializza migliaia di faldoni

Negli anni scorsi era stata già avviata la digitalizzazione delle pratiche dei settori Suap e Suep. Ora è necessario proseguire questo processo sull’intero archivio cartaceo

Il Comune di Osimo
Il Comune di Osimo

OSIMO – Il Comune di Osimo investe oltre 600mila euro per completare il processo di dematerializzazione delle pratiche del settore edilizio. In questo modo da un lato si consentirà agli uffici tecnici di non avere un surplus di lavoro per gli accessi agli atti da parte dei professionisti, e dall’altro a questi ultimi di ricercare e visionare i documenti in maniera più rapida dai propri studi. Un intervento ritenuto strategico per accorciare i tempi di attesa e modernizzare la macchina amministrativa di Osimo. Negli anni scorsi era stata già avviata la digitalizzazione delle pratiche dei settori Suap e Suep. Erano stati scansionati dalla Bucap i faldoni dal 1967 al 1970, comprese pure tutte le abitabilità e agibilità e tutti i tre condoni del 1985, 1994 e 2004. Ora è necessario proseguire questo processo sull’intero archivio cartaceo. Si tratta di tremila e 76 faldoni, con dorso variabile da 10 a 25 centimetri e che vanno dal 1911 al 1966 compresi (che si trovano nell’archivio storico) e dal 1971 al 2020 compresi (che si trovano a Palazzo Comunale). Una mole incredibile e molto delicata di lavoro. Per questo si è affidato un incarico ad un professionista specializzato, l’ingegner Diego Franzoni di Ancona, per progettare il servizio di dematerializzazione dell’archivio delle pratiche edilizie di Suap e Suep. Il progetto, per il quale si è speso 11mila e 513 euro Iva compresa, è stato approvato dalla giunta. Ora si andrà ad appaltare il servizio vero e proprio per un impegno di 599mila e 267 euro. Sarà la Stazione unica appaltante della Provincia di Ancona, alla quale è stata già inviata la richiesta, a bandire la gara che prevede una durata del servizio di 36 mesi, con ripartizione della spesa nei tre anni e decorrenza presunta di avvio delle prestazioni dal primo ottobre 2022. Le linee guida dell’avviso pubblico prevedono che la ditta specializzata alla dematerializzazione delle pratiche edilizie debba avere una sede fisica entro una distanza di 300 km da Osimo, anche in considerazione del trasferimento temporaneo di tutto l’archivio da digitalizzare. Su questo passaggio si è reso necessario il via libera della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica delle Marche, alla quale andranno inviati i curriculum degli operatori che saranno incaricati della realizzazione dell’intervento e la comunicazione del periodo in cui sarà effettuato il trasferimento. La procedura sarà di gara “aperta” con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (massimo 70 punti per l’offerta tecnica e 30 per quella economica).