Osimo

Castelfidardo verso le elezioni amministrative: i candidati sindaco a confronto

Sfida a quattro nella città della fisarmonica. Abbiamo messo a confronto gli aspiranti sindaco su tre temi: le risorse nazionali e regionali per la valorizzazione dei borghi, il fiume Musone e l'occupazione. Ecco le loro risposte

Il Municipio di Castelfidardo
Il Municipio di Castelfidardo

ANCONA – Campagna elettorale agli sgoccioli per i candidati sindaco del Comune di Castelfidardo, uno dei 28 delle Marche ad andare al voto il prossimo 3 e 4 ottobre. Castelfidardo insieme a San Benedetto è uno dei due Comuni marchigiani che superano i 15mila abitanti, nel caso in cui nessun candidato dovesse prevalere sugli altri con il 50% delle preferenze, potrebbe finire al ballottaggio il 17 e 18 ottobre.

A sfidarsi, per la “poltrona” di primo cittadino della “città della fisarmonica”, sono in quattro: il sindaco uscente Roberto Ascani (Movimento 5 Stelle) sostenuto dalla lista “Castelfidardo Futura”‘: Tommaso Moreschi (architetto) con “Solidarietà popolare” ex consigliere comunale; Marco Tiranti (imprenditore nel settore della fisarmonica) sostenuto da quattro liste di sinistra, Pd-Bene in Comune, Uniti e attivi, Sinistra unita e Azione civica solidale; Gabriella Turchetti (farmacista e figlia di nonna Peppina, l’anziana simbolo delle popolazioni colpite dal sisma del 2016) con la civica “Fare bene per Castelfidardo”, sostenuta dai partiti di centrodestra Lega e Fratelli d’Italia.

Li abbiamo messi a confronto su tre temi: la valorizzazione dei borghi, il fiume Musone e l’occupazione. Ecco le loro risposte (in ordine alfabetico).

Valorizzazione del borgo

È di grande attualità il tema della valorizzazione dei borghi. Ci sono i fondi del Pnrr e Castelfidardo è a pieno titolo uno dei borghi più belli d’Italia. Su quali obiettivi prioritari intendete spendere le risorse disponibili?

Roberto Ascani
«Sicuramente riqualificando il Convento di San Benedetto con il Polo didattico musicale, progetto per il quale la Soprintendenza ha già presentato richiesta di finanziamento per la riconversione. Inoltre migliorando l’accessibilità con un ascensore presso i giardini di Porta Marina e parcheggi in Via Settimio Soprani e al Piazzale Michelangelo».

Tommaso Moreschi
«Punteremo in primo luogo sul nostro centro storico perché è nostra intenzione farlo diventare il cuore pulsante della città, riqualificando l’arredo urbano, potenziando i nostri musei e la biblioteca, riconvertendo il monastero di San Benedetto in un centro culturale e di formazione e realizzando il tanto atteso nuovo parcheggio nei pressi di Porta Marina. E poi intendiamo destinare le risorse al nostro patrimonio storico ed ambientale: il Parco del Monumento, per cui non è più sufficiente garantire manutenzione ma sono necessari interventi radicali dal punto di vista botanico e di decoro, e la Selva dove intendiamo ampliare le zone fruibili dalla collettività e progettare un’area ricreativa attrezzata il tempo libero ed eventi».

Marco Tiranti
«Pensiamo di utilizzare le risorse sul Pnrr disponibili seguendo un obiettivo e delle strategie di riqualificazione di tutto il centro storico: molte delle piazzette della nostra città infatti nel corso degli anni sono state adibite a parcheggi. Per prima cosa dunque sarà necessario affidare il progetto a uno studio di professionisti del settore che abbiano l’opportunità, con l’aiuto dei nostri tecnici comunali, di individuare zone idonee per la costruzione di nuovi parcheggi. Servirà anche dare incentivi per le ristrutturazioni, rendere di nuovo abitabili i molti immobili abbandonati e ridare un arredo urbano adeguato al centro storico».

Gabriella Turchetti
«Il disagio che vive il nostro Centro Storico è un tema centrale da anni, che nessuna delle passate amministrazioni ha mai voluto affrontare. Noi vorremmo intervenire con progetti di riqualificazione urbana, specificatamente riferiti al decoro delle facciate, per cui vorremmo intercettare fondi che possano incentivare i privati in tal senso. Altri temi centrali saranno la creazioni di nuovi posti auto e un cartello eventi di qualità, in modo da rendere fruibile e attrattiva la città».

Fiume Musone

Quali risorse e interventi intendete mettere in campo per il fiume Musone, che rappresenta una “bomba ad orologeria” per il territorio?

Roberto Ascani
«Ho già ottenuto un finanziamento di 400mila euro per progettazione della messa in sicurezza di tutto il Fosso di Vallato e questo produrrà entro la fine dell’anno un progetto definitivo. Per tutto il tratto del fiume Musone c’è bisogno di un chiaro intervento della Regione, anche attraverso il Consorzio di Bonifica, che possa programmare e cofinanziare le varie azioni previste nel Contratto di Fiume. Da tempo abbiamo dato piena disponibilità anche con il coinvolgimento degli agricoltori locali».

Tommaso Moreschi
«Intendiamo operare all’interno del Contratto di Fiume del quale Castelfidardo fa parte sfruttando la possibilità di programmare e realizzare in sinergia con gli altri comuni della vallata e con gli attori del territorio sia interventi di miglioramento e messa in sicurezza dell’area fluviale, che progetti per la fruibilità del territorio quali ad esempio nuove piste ciclabili e percorsi pedonali attrezzati. E poi intervenire nelle aree produttive e sulla viabilità con interventi mirati al risanamento delle criticità e al ripristino delle condizioni di sostenibilità».

Marco Tiranti
«Il fiume Musone, se ben accudito, può diventare una risorsa per il territorio e occasione di rete tra i comuni limitrofi. Gli interventi da fare debbono essere concordati con tutti i comuni interessati al suo corso per generare un lavoro di squadra.  Noi come amministrazione comunale dobbiamo intervenire sui margini del fiume tenendoli puliti da detriti, per evitare al massimo il rischio inondazione, per poi intervenire dove possibile nella creazione di passeggiate pedonali e piste ciclabili».

Gabriella Turchetti
«Partiamo dal fatto che se il fiume Musone rappresenta un serio pericolo per il territorio, ciò è dovuto a mancate manutenzioni. Dal 2017 è stato sottoscritto un accordo tra comuni della zona e altri enti, il famoso Contratto di Fiume, che mira a rilevare criticità e predisporre progetti di intervento mirati a mitigare il rischio. Difficile poter dire oggi quante risorse potremmo mettere a disposizione, ma sicuramente abbiamo a cuore la salute e la sicurezza del nostro fiume Musone e di tutti i canali e fossati che affluiscono. Spesso sono proprio questi che creano i maggiori problemi in determinate zone, come il fosso vallato al Cerretano».

Occupazione

L’occupazione è uno dei grandi temi del post pandemia. Anche su Castelfidardo pesa la vertenza Elica, quale la posizione a riguardo e quali gli intervenuti saranno messi in campo per sostenere il lavoro in termini più generali?

Roberto Ascani
«Il tavolo di Elica è in discussione ma cosa più importante è che siamo già intervenuti con la sottosegretaria Alessandra Todde e l’intermediazione del Mise che hanno salvato 140 posti di lavoro. Inoltre, in attesa del nuovo piano Elica, si è già avviata una proposta di incentivazione e decontribuzione per le imprese che mantengono la produzione in Italia».

Tommaso Moreschi
«Solidarietà Popolare è stata sempre vicina alle imprese della città e pronta ad ascoltare le esigenze di chi investe ed offre lavoro. Per la vertenza Elica ovviamente faremo il possibile per garantire il mantenimento dei posti di lavoro all’interno del nostro territorio e ci dichiariamo fin da subito disponibili, qualora fossimo chiamati a governare, a sederci ai tavoli con la dirigenza e le organizzazioni sindacali. Per sostenere il lavoro investiremo su infrastrutture, connettività, sburocratizzazione e sulla formazione professionale in collaborazione con le scuole superiori e l’università».

Marco Tiranti
«La prima cosa che faremo sarà quello di aprire un tavolo tecnico con tutte le sigle dei lavoratori autonomi, degli industriali e dei lavoratori dipendenti. Per quanto riguarda la delocalizzazione vanno promosse politiche disincentivanti, concordate con i nostri referenti politici a livello nazionale. L’imprenditoria fidardense è molto variegata: si va dall’artigianato artistico come la costruzione delle fisarmoniche  ad aziende che operano sulle nano tecnologie. Sarà opportuno dunque avere una fotografia il più completa possibile sui bisogni delle aziende.  Altro versante su cui l’amministrazione deve lavorare è l’avvicinamento del mondo della scuola a quello delle imprese, favorendo la ricerca e la formazione a tutti i livelli. Una nostra proposta è quella di avviare una scuola di liuteria per giovani artigiani, per esempio».

Gabriella Turchetti
«Per il momento, Elica ha ritirato il drammatico piano di ristrutturazione aziendale dopo una brillante intermediazione da parte della giunta Acquaroli. L’occupazione sarà un tema centrale del prossimo futuro, ma va affrontato da vari punti di vista. Le aziende di Castelfidardo, per esempio, lamentano mancanza di manodopera specializzata, una serie di infrastrutture relative alla viabilità che mancano e rendono difficili i trasporti e la fruibilità delle nostre zone industriali. Abbiamo ben chiari quali sono i problemi e di conseguenza agevoleremo queste priorità, per quanto di competenza di un’amministrazione comunale».

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