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Castelfidardo, restituita alla comunità la Madonna miracolosa

L’associazione Tracce di Ottocento ha celebrato la Giornata mondiale dei poveri con il dono alla chiesa Collegiata di un dipinto del 1850 appartenuto a Ciriaco Mordini

Don Bruno Bottaluscio accanto al quadro della Madonna nella Collegiata
Don Bruno Bottaluscio accanto al quadro della Madonna nella Collegiata

CASTELFIDARDO – In occasione della sesta Giornata mondiale dei poveri indetta da Papa Francesco, l’associazione Tracce di Ottocento ha celebrato la giornata con il dono alla chiesa Collegiata di Castelfidardo di un dipinto del 1850 appartenuto a Ciriaco Mordini. «Per questa speciale ricorrenza è stata ricordata la figura del nostro concittadino che ha sempre avuto attenzione ai più poveri, Ciriaco Mordini – spiega il sindaco Roberto Ascani -. Un esempio per tutti che ha mostrato come si possa dedicare la propria vita agli ultimi. Don Bruno ha fatto una bellissima riflessione sul messaggio del Papa “Condividere il poco che abbiamo con quanti non hanno nulla, perché nessuno soffra”, poi il racconto della vita di Mordini tramite le commoventi letture di Davide Bugari e gli intermezzi musicali degli allievi della scuola civica di musica. Grazie a Carlo Zenobi per aver curato l’opera e averla portata al restauro. Grazie a Moreno Angelani per il meraviglioso recupero del dipinto. Grazie a Tr800 per aver organizzato questa splendida iniziativa a beneficio della comunità».

La restituzione del dipinto

La cerimonia infatti ha restituito alla comunità e alla devozione popolare il dipinto della “Madonna miracolosa” in una giornata particolarmente simbolica. Papa Francesco appunto ha individuato infatti nel 13 novembre la data in cui si celebra la giornata mondiale dei poveri e a tale ricorrenza l’associazione culturale Tracce di Ottocento ha voluto legare un frammento di storia locale che rende merito alla figura di uno dei concittadini che meglio incarna i valori della carità e dell’attenzione ai più fragili, Ciriaco Mordini. Dalla ex sede della casa di riposo intitolata allo stesso Mordini è stato recuperato un olio su tela di autore ignoto risalente alla metà dell’ottocento ispirato all’apparizione nel convento delle Figlie della Carità di Parigi alla giovane novizia poi nota come Santa Caterina Labourè, visione da cui derivò anche il conio della medaglia miracolosa. Un’immagine della Madonna semplice e rassicurante, da cui si irradiano raggi di grazia, che di comune accordo con il parroco don Bruno Bottaluscio è stata collocata stabilmente all’interno della chiesa.