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Osimo

Castelfidardo, una mostra in memoria di Borsellino e Falcone a 26 anni dall’eccidio di Capaci

La città della fisarmonica vuole promuovere e diffondere la cultura della legalità e ha deciso di farlo ospitando la grande mostra della Collettiva d'arte nazionale in memoria delle vittime di mafia

Una delle opere della Collettiva esposte
Una delle opere della Collettiva esposte

CASTELFIDARDO – A distanza di 26 anni dall’eccidio di Capaci, Castelfidardo vuole promuovere e diffondere la “cultura della legalità” attraverso la figura dei magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone morti per mano della mafia. Per questo ospita una grande mostra nata a Camerata Picena grazie a Massimo Volponi, curatore, artista e vicepresidente dell’associazione “Collettivo VV”, e da subito diventata mostra itinerante, prima in alcuni paesi marchigiani poi nelle Langhe, ad Albaretto, ad Asti e adesso qui, a Castelfidardo. La scelta della dimensione delle opere è fatta in modo da trasportarle con costi meno elevati perché il progetto è interamente gratuito, non grava sulla comunità che lo accoglie e si realizza grazie agli artisti, al Comune che ospita l’evento e alle associazioni.

Collegati alla mostra, sono previsti incontri con i ragazzi delle scuole del territorio sulla legalità e tutela dell’ambiente a cura, in questo caso, del comandante della stazione dei carabinieri di Osimo, il maggiore Raffaele Conforti, e del presidente della fondazione Ferretti Eugenio Paoloni. Accanto a quelli di Falcone e Borsellino figurano i più di 800 nomi da non dimenticare, come pubblicato dall’associazione “Libera”. Con sede nell’auditorium San Francesco, la Collettiva d’arte nazionale sulla legalità è organizzata dalla Fondazione Ferretti e dai Lions club Castelfidardo-Riviera del Conero con il patrocinio del Consiglio-Assemblea legislativa delle Marche e in collaborazione con numerosi altri enti e associazioni.

Anche il luogo scelto per l’esposizione non è casuale: la monumentale chiesa di San Francesco, oggi auditorium cittadino, fin dal Settecento rappresenta un luogo simbolico per la comunità fidardense, segno di aiuto per i bisognosi, e nel convento sovrastante la chiesa il generale Enrico Cialdini venne ospitato con il suo quartier generale prima dello scontro militare contro l’esercito pontificio il 18 settembre 1860 per l’Unità d’Italia. L’esposizione, a ingresso gratuito, è visitabile fino a domenica 25 marzo tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. Per la Collettiva è stato chiesto il patrocinio dell’Unesco, della Regione, del Comune, delle associazioni Carabinieri in congedo e dei bersaglieri fidardensi che garantiscono l’apertura della mostra.