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Osimo

Castelfidardo, la poesia che unisce oltre gli schermi al tempo del Covid

Gli studenti e i docenti dell’istituto superiore “Meucci” di Castelfidardo hanno avuto il piacere di incontrare, in una grande aula virtuale, gli autori Moreno Giannattasio e Davide Rondoni, intervenuti nell’ambito della rassegna “Meucci: Passione d’autore”

Moreno Giannattasio in diretta con i ragazzi
Moreno Giannattasio in diretta con i ragazzi

CASTELFIDARDO – La letteratura italiana e la poesia raccontate e proposte da grandi studiosi che hanno saputo trasmettere la loro passione e sono stati capaci di far arrivare tutta la potenza e la forza di voci lontane nel tempo, e mai come oggi attuali, aldilà degli schermi. Due videolezioni in cui la passione per la narrativa e per la poesia sono state in grado di superare il tempo e lo spazio e di toccare le corde profonde delle emozioni. Gli studenti e i docenti dell’istituto superiore “Meucci” di Castelfidardo hanno avuto il piacere di incontrare, in una grande aula virtuale, gli autori Moreno Giannattasio e Davide Rondoni, intervenuti nell’ambito della rassegna “Meucci: Passione d’autore”.

Ad aprire il ciclo di conferenze, dopo i saluti della dirigente Milena Brandoni e del direttore di sede, il professor Gabriele Calducci, l’intervento dal titolo “I generi letterari: la novella. Boccaccio, la peste e noi”, tenuto da Moreno Giannattasio, scrittore, studioso della narrativa medievale e curatore del testo “Novelle comiche e di beffa”. «La narrazione è ancora protagonista della nostra vita perché raccontare ci permette di capire la realtà»: da qui è partita la riflessione dell’autore che ha sottolineato che la memoria personale e quella di una civiltà sono costituite da racconti, da episodi significativi che si fissano nella mente attraverso la narrazione. L’autore è poi passato ad analizzare la novità introdotta da Boccaccio nel genere della novella, l’importanza linguistica in grado di costituire un modello di stile per moltissimi scrittori successivi, la cornice letteraria del “Decameron” e la grande epidemia di peste, un’esperienza pandemica simile a quella attuale.

“La poesia mette a fuoco la vita” è stato il titolo della seconda videoconferenza: con un intervento straordinariamente ricco il poeta e saggista Davide Rondoni, tra i più conosciuti in Italia, ha affascinato una platea virtuale che ha sfiorato le 200 persone. «Le parole sono lo strumento affinché la tua vita diventi davvero la tua. L’arte della poesia nasce come esigenza di conoscere il mondo. La poesia, prima di tutto, è un’esperienza ma è anche un’arte, una passione che deve essere coltivata, altrimenti diventa palude. La poesia accade quando ci sono parole che chiedono di essere dette». Un viaggio intenso e una magistrale lezione compiuta attraverso le parole e i temi toccati, che hanno saputo coinvolgere e stimolare negli studenti riflessioni, curiosità, interventi e proprio ai giovani si è rivolto il poeta, esortandoli a trovare dei “fari”, dei capolavori dell’arte, dei poeti da far propri e da sentire come propri, che non smettono mai di parlare.