Castelfidardo, incendio alla Tontarelli: proseguono sopralluoghi e indagini

Il deposito dell'azienda, da cui hanno avuto origine le fiamme, è sotto sequestro. I vigili del fuoco sul posto per scoprire le cause del rogo. Ecco quali sono le ipotesi più accreditate e cosa dice l'ordinanza emessa dal sindaco Roberto Ascani

Incendio alla Tontarelli

CASTELFIDARDO – Viene effettuato nel corso della giornata di oggi, 17 aprile, un sopralluogo tecnico dei vigili del fuoco nell’azienda martoriata dal fuoco. La massiccia colonna di fumo avvistata dalle 5.45 di ieri, martedì 16, allo stabilimento di Tontarelli spa, uno dei maggiori produttori di casalinghi in plastica, a Castelfidardo, ha fatto tremare la Valmusone.

Le fiamme sono state spente nel primo pomeriggio di ieri ma c’è ancora molto da fare. Il deposito da dove si è originato l’incendio è sotto sequestro preventivo e i pompieri dovrebbero acquisire la centralina antifumo per capire quali di quelle presenti nel capannone hanno rilevato per primo l’incendio. Saranno acquisiti anche i filmati delle telecamere. Mettendo al vaglio tutti questi elementi sarà più facile ricostruire l’origine del rogo e di conseguenza risalire alla causa, ancora a tutti gli effetti sconosciuta. L’ipotesi più accreditata per ora è il corto circuito di un quadro elettrico ma non è certo.
La Procura aprirà un fascicolo per incendio e per ora il pm Rosario Lioniello esclude il dolo. Non si sa ancora quando potrà riprendere la produzione nel capannone attiguo al deposito né è stato quantificato con esattezza l’importo del danno ma si parla di diversi milioni di euro.

Intanto il sindaco Roberto Ascani ha emesso un’ordinanza, prendendo atto della nota dell’Asur e in attesa di riscontri oggettivi derivanti dai risultati delle analisi sulla qualità dell’aria e dell’ambiente circostante da parte dell’Arpam. I primi arrivati comunque, quelli sull’aria, sono negativi rispetto alla presenza di sostanze nocive.
«Ho previsto il divieto, per una distanza fino a due chilometri, prevalentemente in direzione sud, della raccolta, della vendita e del consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati fino all’esito degli accertamenti che saranno eseguiti dagli organi competenti, del pascolo degli animali, dell’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall’area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione – spiega il sindaco -. Occorre provvedere al mantenimento degli animali da cortile al chiuso, evitando il razzolamento. I prodotti ortofrutticoli derivanti dalla coltivazione nei terreni posti al di fuori della predetta area, ma in zone immediatamente prospicienti, dovranno essere sottoposti prima della consumazione ad accurato lavaggio in acqua corrente e potabile».