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Osimo

Beni culturali, tanti i progetti per il 2019 a Osimo

Cultura e cura dei beni cittadini sono gli obiettivi dell’assessorato osimano preposto che ha ancora tanti progetti in serbo per i primi mesi dell’anno nuovo. A svelarne alcuni il vicesindaco e assessore alla Cultura Mauro Pellegrini

Il cortile di palazzo Campana a Osimo

OSIMO – Cultura e cura dei beni cittadini sono gli obiettivi dell’assessorato osimano preposto che ha ancora tanti progetti in serbo per i primi mesi dell’anno nuovo. A svelarne alcuni il vicesindaco e assessore alla Cultura Mauro Pellegrini. «Per la ristrutturazione di un’ala dismessa del palazzo, la Regione aveva destinato 350mila euro ma, essendo inagibile per il sisma, quei soldi non possono sovrapporsi ai fondi già stanziati per gli edifici danneggiati dal terremoto – ha spiegato -. Così abbiamo chiesto di poter spostare il finanziamento ad altra destinazione, usare cioè quei soldi per rimettere a nuovo gli ex magazzini Campanelli sotto il teatro. Se ci fosse l’ok per il trasferimento potremmo utilizzarli per la ristrutturazione e farne un Auditorium, uno spazio culturale attrezzato da usare come quello futuro all’ex cinema Concerto».

Il sindaco Simone Pugnaloni accanto al vice Mauro Pellegrini (a sinistra)
Il sindaco Simone Pugnaloni accanto al vice Mauro Pellegrini (a sinistra)

In cantiere c’è anche una nuova grande mostra che aprirà in primavera a palazzo Campana: «Sarà un’esposizione di arte contemporanea per attirare anche un pubblico giovane ma l’autore è ancora segreto».

Tanti poi i lavori in partenza a beneficio dei preziosi beni cittadini: a gennaio partirà il restyling delle statue acefale rovinate per 30mila euro e stanno per iniziare i lavori per illuminare le mura romane che cingono il centro, le più integre ed estese della Regione. La chiesa di San Silvestro diventerà polo culturale mentre quella di San Filippo Neri sarà data in gestione alla Diocesi e riaperta e usata sia per il culto che per mostre e concerti. Il polittico del Vivarini ha ricevuto il primo incarico di restauro dopo 70 anni grazie ai soldi dell’art bonus che finanziano gran parte dei 40mila euro necessari.