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Osimo

Aumentano le richieste alla mensa del povero di Osimo

L’emergenza pandemica ha fatto aumentare le richieste di aiuto a fronte di una situazione iniziale che di per sé non era problematica. Ne sanno qualcosa al centro sociale L'accoglienza

Uno dei buoni elargiti dai Lions al centro di Osimo
Uno dei buoni elargiti dai Lions al centro di Osimo

OSIMO – Sono tante le persone che bussano alla porta della mensa di via Soglia a Osimo, il centro sociale “L’accoglienza” che aiuta i bisognosi. È rimasto vicino alle persone che da sole non ce la fanno per dare un po’ di calore e sollievo. L’emergenza pandemica infatti non ha fatto altro che aumentare le richieste di aiuto a fronte di una situazione iniziale che di per sé non era problematica ma che aveva comunque bisogno di essere seguita.

«Sono aumentate a dismisura le richieste per pacchi viveri. Ne confezioniamo 10-15 al mese all’incirca adesso. Ci sono tante famiglie che ne hanno bisogno, tante con bambini – conferma Alberto Copparini del Centro -. Quando c’è stata la zona rossa potevamo fare soltanto l’asporto alla mensa. Un costo maggiore per noi perché abbiamo dovuto acquistare contenitori usa e getta. Non ci siamo persi d’animo però, e non lo facciamo tuttora, l’importante è dare una mano a chi non ce la fa. Abbiamo comunque una convenzione con il Comune per dieci pasti giornalieri, il resto ce lo mettiamo noi. Spesso elargiamo anche somme in denaro per il pagamento delle bollette. C’è anche chi prova vergogna a venire qui, a mangiare in sede. Tante persone hanno perso o hanno visto ridotto il lavoro e quindi sono state costrette a rivolgersi a noi. Il Covid ha aggravato la situazione da ogni punto di vista».

Grande aiuto arriva anche dal Lions club di Osimo: lo scorso Natale ad esempio il gruppo ha garantito risorse alimentari e ha consegnato ai fruitori un congruo buona spesa.

In tempo di pandemia ferve il lavoro dell’amministrazione comunale di Osimo sia per aiutare le persone in difficoltà sia per rimettere in sesto i tratti viari più bisognosi. I beneficiari del sostegno economico (compresi i due bandi per buoni spesa) ad esempio sono stati 1148 per 403mila euro nel 2020. Non sono state poi trascurate le attività ordinarie, i Servizi sociali avevano già in carico persone in difficoltà anche prima del periodo del Covid e hanno continuato una serie di attività per dare delle risposte anche a loro. È stato dato sostegno economico agli indigenti attraverso il fondo solidarietà di Astea Energia per le bollette di energia elettrica e gas, 35mila euro per 175 utenze, contributi per i libri di testo (spesa 24mila euro per 148 richiedenti) e borse di studio (47 per novemila e 400 euro).