Osimo, “Terra di Marche” segnala intrusioni nei campi

Lo scorso venerdì notte, 24 maggio, a Padiglione, ignoti si sono addentrati in un appezzamento di grano falciandone una parte per realizzare un disegno

Il campo di Padiglione
Il campo di Padiglione

OSIMO – Lo scorso venerdì notte, 24 maggio, a Padiglione di Osimo, ignoti si sono addentrati in un appezzamento di grano falciandone una parte per realizzare un disegno. Un intervento insolito che ricorda i cerchi nel grano misteriosi nei campi americani. «Tenendo conto che i tempi per l’agricoltura non sono i migliori, adesso ci si mette pure questa gente che di notte si addentra in un appezzamento di grano duro, oltretutto da riproduzione, credendo di avere il diritto di disporne come meglio crede», commentano da “Terra di Marche”. Si tratta di un’associazione senza scopo di lucro che raggruppa aziende agricole, contoterzisti e tecnici che praticano e applicano tecniche conservative di gestione del suolo, come la semina diretta su sodo o la minima lavorazione, senza rivoltamento degli strati e minor numero di passaggi. L’associazione funge anche da interfaccia tra territorio e istituzioni rendendo partecipi dei propri obiettivi sociali e ambientali non solo gli imprenditori agricoli ma anche gli enti pubblici.

«Questo avvenimento, purtroppo, la dice lunga riguardo il concetto di proprietà privata che, in campagna, per i comuni cittadini pare non esistere – continuano -. Considerano il campo un giardino pubblico e non un’area produttiva. Siamo stanchi di tutto ciò e quanto accaduto la scorsa notte al nostro carissimo amico deve farci riflettere sul fatto che si sta perdendo ogni valore di civiltà e moralità nei confronti dei lavoratori dei campi». Il presidente Renato Frontini ha rilanciato la segnalazione sottolineandone la gravità. Un agricoltore ha aggiunto: «È il secondo evento in realtà perché la scorsa settimana è stato fatto lo stesso danno nel nostro appezzamento di orzo in zona Casenuove ma quell’area è in pianura e forse, quelle persone, non hanno ottenuto la visione che volevano».