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Osimo

Osimo, la popolazione resta sopra i 35mila abitanti

Sono 35mila e 60 per l’esattezza i residenti alla data del 31 dicembre scorso: 17mila e 886 le femmine, 17mila e 194 i maschi. Rispetto al 2018 si registra un incremento, seppur piccolo, di 58 persone

Il centro di Osimo
Il centro di Osimo

OSIMO – Sono 35mila e 60 per l’esattezza i residenti a Osimo alla data del 31 dicembre scorso: 17mila e 886 le femmine, 17mila e 194 i maschi. Il numero resta di poco superiore ai 35mila, seppur in passato lo superasse di diverse unità in più. Rispetto al 2018 però si registra un incremento, seppur piccolo, di 58 persone. Tra tutti i quartieri si riconferma il più popolato Osimo Stazione, una “cittadella” abitata non solo da osimani ma anche da tanti anconetani che si sono staccati dal capoluogo decidendo di risiedere nel grande quartiere osimano. A seguire restano San Biagio e Passatempo. I residenti stranieri sono in totale duemila e 335. Osimo è una città costituita da undici frazioni più il centro storico, un territorio molto esteso per cui l’amministrazione ha in programma grandi progetti nel corso del mandato Pugnaloni in termini di pianificazione urbanistica nel rispetto del paesaggio, con un nuovo piano di mobilità e dei parcheggi e per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Il nuovo prg sarà all’insegna dell’efficienza anche negli interventi di microchirurgia edilizia. Il primo cittadino aveva tracciato il solco della strada da percorrere lo scorso autunno, poi l’aveva ribadito in campagna elettorale e, dopo essere stato eletto di nuovo, quest’estate aveva convocato una prima riunione con gli ordini professionali e le categorie. Si è parlato dei problemi riscontrati in questi ultimi anni, i tempi di accesso agli atti, la digitalizzazione dell’archivio edilizio, i tempi lunghi di rilascio dei permessi di costruire e la richiesta di avere uffici più ampi e accessibili.

Tra gli obiettivi posti l’accesso agli atti su prenotazione e non più in giorni prestabiliti, spazi più ampi e riservati di consultazione per evadere più pratiche nello stesso tempo, una spinta propulsiva alla digitalizzazione, la creazione di un tavolo permanente di consultazione tra amministrazione comunale e la neonata rete delle professioni (uno o due rappresentanti per categoria) e rotazione degli incarichi professionali.