Alda Merini raccontata dai pazienti della Rsa

Un personaggio controverso e geniale sarà raccontato al teatro di Loreto da una compagnia di attori "speciale" composta dai pazienti psichiatrici della struttura di Loreto "Abitare il tempo"

Il cast di “Corro e non sento”

LORETO – Sabato 22 aprile alle 21.15 il teatro comunale di Loreto ospiterà “Corro e non sento”, una delle date più particolari dell’interessante cartellone teatrale lauretano.

Si tratta di uno spettacolo realizzato a più mani da “Ubo teatro”, con la collaborazione di “Nuovi linguaggi” e, nelle vesti di attori, alcuni ospiti della Rsa “Abitare il tempo” di Loreto. Il laboratorio teatrale è un’attività che da tempo la struttura svolge per i pazienti del nucleo salute mentale. Con 132 posti letto e presenza del medico 24 ore su 24, la Rsa offre un ampio ventaglio di prestazioni che vanno dal nucleo per stati vegetativi persistenti, nucleo Alzheimer, nucleo riabilitativo e nucleo dedicato, appunto, alla salute mentale.

«Mai come oggi – dice Michele Salvatori, responsabile di “Ubo teatro”, ideatore e regista dello spettacolo – la diversità spaventa la società ed è oggetto di discriminazione. Ecco perché abbiamo deciso di portare in scena gli ospiti psichiatrici della struttura residenziale che regaleranno al pubblico momenti di grande verità e attraverso poesie, racconti, dialoghi e immagini racconteranno uno dei nostri poeti più veri: Alda Merini».

Fu proprio la poetessa, dopo anni in manicomio, a scrivere che “anche la follia merita i suoi applausi”.

«Questa data teatrale – dice Antonio Novelli, responsabile della Rsa “Abitare il tempo” – è molto importante anche come conferma dei nuovi approcci psichiatrici, sposati appieno dalla nostra Rsa, che ricorrono sempre meno alla coercizione fisica e ai muri che contengono e sempre più a iniziative, come appunto il laboratorio teatrale, che diventano il luogo dove approfondire le molteplici possibilità del sentire e del comunicare, con evidenti vantaggi “terapeutici” che aiutano il paziente a star meglio. Faccio i complimenti a Michele Salvatori e al dottor Francesco Sergi, che collaborano con noi da anni, per la professionalità e competenza».

«Per la realizzazione della pièce teatrale – conclude Salvatori – alla quale hanno partecipato anche gli attori della compagnia “Nuovi linguaggi”, Andrea Anconetani, Silvia Bertini e Cecilia Menghini, ringrazio in modo speciale il responsabile di “Abitare il tempo”, i medici Antonio Maria Novelli e Francesco Sergi e l’equipe psico-educativa (Monia Angeloni, Virginia Santarelli e Francesca Romana Galassi)».

«Si tratta – dice Luca Mariani, assessore alla Cultura – di una data del nostro cartellone teatrale con una forte valenza sociale sia per i temi trattati che per le modalità realizzative, con la presenza dei pazienti di “Abitare il tempo”. E anche questo rappresenta un motivo di vanto e di orgoglio nel presentare in cartellone un appuntamento di questo genere che sensibilizza alla diversità». Poi l’assessore fa riferimento alla stagione nel suo complesso e al virtuoso progetto Tul (Teatri uniti Loreto) che vede le compagnie teatrali del territorio unite nell’allestimento della stagione: «Un progetto interessante che alimentiamo con convinzione perché vuole unire e perché valorizza le realtà territoriali».