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Macerata

Tre mesi per restituire i soldi sequestrati. «Valutiamo di denunciare Equitalia Giustizia»

Lo sfogo di una 55enne di San Severino cui è stato sequestrato il doppio della somma eventualmente dovuta e che dopo 90 giorni dalla pronuncia del Tribunale del Riesame non ha ancora ricevuto un euro

Il tribunale di Macerata

MACERATA – La vicenda riguarda una 55enne di San Severino, proprietaria insieme al figlio di un immobile dichiarato inagibile a seguito del terremoto del 2016. La donna, come tanti nella sua situazione, aveva presentato domanda per il Cas, e aveva ottenuto il Contributo di autonoma sistemazione per il periodo che va dal 2016 a marzo del 2018. Successivamente a questa data, a seguito di controlli disposti dall’autorità giudiziaria, fu aperto a suo carico un fascicolo per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. A seguito dell’indagine, a novembre dello scorso anno, fu disposto il sequestro di circa 4.300 euro, corrispondente alla somma erogata a titolo di Cas sino a quel momento e, secondo la ricostruzione accusatoria, non dovuta.

L’avvocato Marco Massei

«Qui la prima anomalia – ha commentato l’avvocato Marco Massei che tutela la settempedana –. In realtà sono stati sequestrati 4.300 euro presso la banca dove la signora ha il conto corrente e ulteriori 4.300 euro presso le Poste italiane dove ha un libretto, per un totale di 8.600 euro; inoltre, anche il figlio convivente e maggiorenne ha subito il sequestro di altre 4.300 euro. Complessivamente il triplo della somma eventualmente dovuta». Dopo circa 15 giorni la somma sequestrata al figlio venne dissequestrata d’ufficio senza alcuna istanza mentre la madre, tramite l’avvocato Massei, impugnò il provvedimento di sequestro dinanzi al Tribunale del riesame cautelare di Macerata. I giudici collegiali il 18 dicembre scorso con un apposito provvedimento annullarono il sequestro giudicato illegittimo “in quanto gli elementi raccolti non consentono di affermare che l’indagata abbia percepito indebitamente le somme oggetto del sequestro” e ordinarono il dissequestro e la restituzione delle somme alla 55enne. In realtà da quel giorno nulla è cambiato.

«A distanza di 3 mesi – ha continuato l’avvocato –, la signora, dopo aver contattato numerose volte il direttore della banca e dell’ufficio postale dove aveva depositato le somme, si è sentita rispondere che non possono fare nulla fino a che Equitalia Giustizia spa non dà l’ordine di sblocco delle somme. Ora, la situazione kafkiana è questa: la signora ha sotto sequestro la somma doppia (8.600 euro) rispetto a quanto disposto, in più, nonostante il dissequestro statuito 3 mesi fa, non è ancora rientrata in possesso del suo denaro nonostante la Procura di Macerata, in osservanza del provvedimento del Tribunale, abbia tempestivamente e regolarmente notificato il dissequestro all’ente previsto, Equitalia Giustizia Spa».

«Come può accadere – ha sbottato la 55enne – che me li hanno tolti in un giorno e non sono in grado di restituirli in 3 mesi? Ma quando devo pagare una cartella esattoriale, viene preteso subito il pagamento oppure mi chiedono gli interessi». A questo punto «la signora – ha spiegato il legale Massei – sta valutando di depositare in Procura una denuncia per il reato di inosservanza dell’ordine dell’autorità e per appropriazione indebita, oltre che chiedere i danni a livello civilistico».