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Macerata

Tragedia di Servigliano, il legale della donna: «Fisicamente e psicologicamente provata»

La 37enne, con entrambe le mani ancora fasciate e i segni di quanto avvenuto in quella drammatica notte sul volto, è stata condotta nella sezione del carcere femminile di Pesaro. Parla l'avvocato della mamma Gianmarco Sabbioni

Il tribunale di Fermo e il luogo della tragedia

SERVIGLIANO – È stata fermata con l’accusa di incendio doloso e di morte come conseguenza di altro delitto la madre della bambina di sei anni che lo scorso 8 gennaio è morta nel rogo dell’abitazione in via Circonvallazione Cluentina a Servigliano.

A eseguire il provvedimento, ieri pomeriggio, sono stati i carabinieri della Compagnia di Fermo a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere accolta dal gip su richiesta del sostituto procuratore Francesca Perlini. La donna, che era stata dimessa dall’ospedale ieri mattina, è stata quindi tradotta presso il carcere di Pesaro.

«Non ho ancora avuto accesso agli atti – spiega il legale della donna Gianmarco Sabbioni -. Ieri pomeriggio (lunedì 20 gennaio, ndr) ho avuto modo di parlare per qualche minuto con la signora, che ha subito fisicamente e psicologicamente dei gravi danni ed è provata. Proprio per questo ci siamo limitati a poche parole e non siamo entrati nei particolari di quella sera».

La donna, con entrambe le mani ancora fasciate e i segni di quanto avvenuto in quella drammatica notte sul volto, è stata poi condotta nella sezione del carcere femminile di Pesaro.

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È attesa per domani mattina, mercoledì 22 gennaio, l’udienza di convalida davanti al gip del Tribunale di Fermo.

La 37enne aveva riferito agli inquirenti che lo scorso 8 gennaio, all’interno della sua abitazione nel centro di Servigliano, dove la famiglia dell’Est Europa si era trasferita da pochi mesi, si era originato un violento incendio. La donna poi, che in quel momento era da sola in casa con le bambine, aveva raccontato ai carabinieri di essere riuscita a portare in salvo la figlia minore, di quattro anni, ma di non essere riuscita a tornare in casa per salvare la seconda a causa del muro di fiamme e fumo che le si era alzato davanti.

I vigili del fuoco, arrivati sul posto, dopo essere riusciti ad aprire un varco, avevano trovato il corpo della bambina senza vita.

Gli accertamenti e l’autopsia eseguita sul corpo della bambina, che è ancora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, hanno fornito una svolta alle indagini, culminate con il fermo della donna.