Centro Pagina - cronaca e attualità

Macerata

I titolari di palestre: «Meglio chiudere ora, la paura aveva generato calo di clientela»

Intanto il sindaco di Tolentino ha approvato una delibera di giunta per chiedere al governo la modifica del Dpcm del 25 ottobre e dare maggiore autonomia ai primi cittadini

TOLENTINO – Anche le palestre, oltre agli operatori del settore della ristorazione, hanno dovuto fare i conti con il duro stop imposto dal nuovo Dpcm firmato domenica 25 ottobre dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In molti hanno espresso disapprovazione in merito alla chiusura ma c’è anche chi crede sia meglio fare ora questo sacrificio per riprendere poi tra un mese in sicurezza e soprattutto senza la paura da parte dei clienti che, inevitabilmente, sono diminuiti drasticamente.

«Dopo il lockdown abbiamo continuato la nostra attività senza dubbio con non poche difficoltà ma il problema principale è che la gente ha paura e le persone ormai evitano di uscire di casa se non per lo stretto indispensabile – spiega Fernando Di Leo, titolare delle palestre Robbys con sede a Macerata, Tolentino e Trodica di Morrovalle -. Rispetto infatti alla solita stagione, anche in questi mesi che abbiamo riaperto, c’è stato un ritorno in palestra molto blando comparato ai numeri normali».

«Venerdì 23 ottobre il ministro Vincenzo Spadafora aveva comunicato le disposizioni dei nuovi protocolli e in quei due giorni ci siamo impegnati e ci siamo adeguati maggiormente investendo anche risorse economiche. Poi domenica è arrivata la botta finale da parte del nuovo Dpcm – continua Di Leo -. Quindi purtroppo ci siamo trovati a dover chiudere nuovamente fino al 24 novembre; ora vedremo cosa succederà dopo e quali altri provvedimenti arriveranno per il nostro settore».

«Io credo che se questa chiusura di un mese ci permette poi di ripartire in tranquillità, sia giusto ora chiudere perché non ha senso tenere aperto per pochissime persone continuando nel frattempo ad avere spese ingenti per materiali, utenze, sanificazioni e altro – ha aggiunto il titolare delle tre palestre della Provincia -. È vero che nella maggior parte dei casi questo è il momento dell’anno in cui le palestre si riempiono di più e stiamo di certo perdendo dei mesi importanti ma ormai la mancanza di clientela era evidente e sotto gli occhi di tutti da qualche mese. Meglio adeguarsi ora, seppur con tantissimi sacrifici, per riaprire successivamente in sicurezza con la garanzia di avere clientela».

«Auspichiamo ovviamente la vicinanza dello Stato che ci auguriamo ci dia una mano in questo momento particolare – ha concluso Di Leo che nel frattempo ha deciso di attivare per i suoi clienti delle pillole giornaliere online dei corsi che si tengono in palestra -. Noi nelle nostre tre palestre abbiamo 25 dipendenti e dietro di loro ci sono 25 famiglie; speriamo che le risorse siano adeguate come lo sono state nel Decreto Rilancio perché la passione ormai non basta più».

Intanto a Tolentino il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha approvato una delibera con la quale chiede al Governo di modificare urgentemente il Dpcm del 24 ottobre delegando, se necessario i sindaci, a responsabilizzarsi su azioni da apportare nei settori delle attività culturali, sportive e di ristorazione in quanto «molte di queste, in caso di mancato ascolto da parte del Governo, rischiano la chiusura definitiva».

«Ancora una volta vengono ingiustamente penalizzate le attività culturali, sportive e di ristorazione già pesantemente colpite dal precedente lockdown le quali, inoltre, hanno dovuto adottare numerose misure per ottemperare a tutte le prescrizioni previste dal Governo nel rispetto del distanziamento sociale – ha sottolineato il primo cittadino -. Il ristoro economico offerto dal Governo infatti non potrà mai compensare le spese, gli investimenti e gli ingenti sacrifici già fatti per ottemperare agli obblighi normativi conseguenti all’emergenza Covid-19».