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Macerata

Uno spazio dedicato alle vittime del covid a Macerata: c’è l’ok dal consiglio comunale

Approvato l'ordine del giorno proposto da Antonella Fornaro (Udc). «Due anni di pandemia hanno cambiato il mondo, abbiamo il dovere di comprendere il grande valore della pace e della solidarietà»

(Immagine di repertorio)

MACERATA – Accolta quasi all’unanimità la proposta di intitolare uno spazio pubblico alle vittime del Covid. Solo Alberto Cicarè (Strada Comune – Potere al popolo); infatti, ha deciso di astenersi durante la votazione dell’ordine del giorno presentato in consiglio comunale da Antonella Fornaro (Udc), in cui si chiedeva appunto all’amministrazione di trovare uno spazio per ricordare le tante persone morte a causa della pandemia. «L’amministrazione condivide in pieno questo atto – ha commentato l’assessore Paolo Renna -. Una tragedia come quella che ci ha colpito negli ultimi due anni è paragonabile quasi solamente alla seconda guerra mondiale per il disagio sociale e i morti che ha determinato, per cui è necessario lasciare una traccia per le future generazioni. Ne stiamo uscendo tutti malconci ed è doveroso tracciare un segno in uno spazio che poi decideremo insieme».

«Questa è una pagina di buona politica – ha commentato la consigliera Fornaro – è un modo buono e giusto per ricordare quanti nella nostra comunità hanno perso la vita e anche quanti si sono prodigati e lo fanno tuttora per salvare la vita di tante persone. Durante questa pandemia medici, infermieri, farmacisti, operatori sociosanitari e volontari si sono prodigati negli ospedali, nelle case di riposo e nei servizi territoriali: a loro deve essere reso un grazie. Due anni di pandemia hanno cambiato il mondo, abbiamo il dovere di comprendere il grande valore della pace e della solidarietà. Perché il Covid, se non altro, ci dà una certezza: la nostra vita non dipende da noi, in un attimo tutto cambia; viviamo in un mondo diverso e più pericoloso rispetto al 2019, stiamo affrontando una sfida serissima contro la violenza aggressiva di un tiranno (non dimentichiamoci di un virus che ha già ucciso milioni di persone: ad oggi oltre 6 milioni di vittime nel mondo, più di 160.000 in totale in Italia). Si comprende allora anche come sia assolutamente necessario investire nella sanità e nella ricerca scientifica. Il servizio sanitario nazionale ha bisogno di risorse. Dobbiamo lavorare ancor più alacremente per impedire che il futuro ci veda di nuovo ad affrontare sfide simili privi di mezzi adeguati. La pandemia oggi uccide di meno, grazie ai vaccini e alle cure e anche grazie alle misure di contenimento del contagio che in tantissimi abbiamo accettato. Ma non siamo affatto sicuri che sia finita».