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Macerata

Sorpreso con nove piante di marijuana, in manette un giovane romano

Ieri mattina, dopo una notte di appostamenti, è scattato il blitz dei carabinieri in un terreno in località Le Cese di Valfornace. Trovate nove piante dell'altezza di circa due metri con diverse infiorescenze

Carabinieri
Carabinieri

MACERATA – Lo hanno atteso per tutta la notte poi, alle 9, quando lo hanno visto entrare nel campo e tirare su le piante di marijuana buttate a terra dal vento, sono intervenuti. Dopo essersi qualificati e aver accertato lo status quo, i carabinieri delle Stazioni di Valfornace e Fiastra lo hanno arrestato.

In manette è finito un 29enne originario di Roma e arrivato nel Maceratese per un lavoro stagionale, i militari lo hanno sorpreso a coltivare nove piante di marijuana.

L’indagine era scattata dopo una soffiata su un giovane che coltivava piante di stupefacente in una zona isolata di Valfornace. I militari hanno deciso di verificare se la notizia fosse fondata o meno e hanno avviato l’attività, è stato così che hanno notato i movimenti sospetti di un giovane non del posto che si aggirava nei dintorni di località Le Cese, una zona poco frequentata nel territorio di Valfornace.

I carabinieri hanno quindi avviato un servizio di Ocp, osservazione, controllo e pedinamento che si è protratto per tutta la notte tra lunedì e ieri (4 agosto). Dopo la mezzanotte i militari delle due Stazioni si sono appostati nei paraggi del terreno e lì hanno atteso l’arrivo della persona sospettata di essere l’autore del reato. Alle 9 di ieri il giovane romano ha raggiunto il terreno e ha iniziato a prendersi cura delle piante di marijuana che erano all’interno, in totale nove ciascuna nel proprio vaso, tutte dell’altezza di circa due metri con diverse infiorescenze.

Mentre il giovane era intento a rialzare le piante e ad annaffiarle i carabinieri sono intervenuti e hanno effettuato gli accertamenti del caso. Il giovane, identificato, è risultato essere un 29enne romano incensurato, nei suoi confronti è scattato l’arresto. Ora è agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida (che deve essere ancora fissata, ndr) davanti al giudice per le indagini preliminari. Il 29enne è difeso dagli avvocati Gian Claudio e Tiziano Luzi.