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Il viaggio della Svau tra i profughi ucraini in Polonia: «Momenti toccanti, ci ha colpito quella bambina che sognava una bicicletta»

Il racconto dei volontari dell'associazione di Civitanova, reduci dal viaggio nella città polacca di Wroclaw (in italiano Breslavia) per la consegna di viveri e medicinali a donne e bambini ucraini in fuga dal conflitto

Il carico di aiuti al popolo ucraino in fuga dal conflitto

CIVITANOVA MARCHE- La loro solidarietà non ha confini e, attraversando quattro paesi, giunge là dove se ne avverte un assoluto bisogno. I volontari della Svau, associazione di volontariato con sede a Civitanova, sono reduci da un lungo viaggio, che dai magazzini dell’ex mercato di ‘Porta Portese’ li ha condotti nella città polacca di Wroclaw (in italiano Breslavia), per consegnare viveri, indumenti, scarpe, giocattoli e medicinali a donne e bambini ucraini in fuga dal conflitto. In totale, 27 tonnellate di materiale che i militi di questa realtà di Protezione civile – la sua sigla ‘Soccorsi volontari aiuti umanitari’ – hanno depositato in un seminario di padri francescani, dove ogni giorno vengono serviti i pasti a circa quattrocento profughi venuti dalla vicina Ucraina.

L’avventura

La nobile esperienza del viaggio solidale è scaturita in seguito ad un’organizzata raccolta materiali, andata avanti per diverse settimane. Alla fine, quando l’ultimo scompartimento di quel bilico colmo di aiuti è stato occupato, i sette volontari hanno ingranato la marcia e si sono diretti verso Wroclaw. Tra loro, erano presenti anche tre sanitari di cui uno appartenente alla Croce Rossa di Treviglio, un Comune della provincia di Bergamo. «Tra andata e ritorno, abbiamo percorso circa 3.200 chilometri – spiega il presidente di Svau, Roberto Frittelli – per raggiungere questo seminario dove operano persone davvero encomiabili: il nostro arrivo è stato molto prezioso, perché i materiali iniziavano a scarseggiare e c’era bisogno di nuove forniture. I prodotti raccolti non sono destinati soltanto in quella realtà ma saranno distribuiti a tante altre comunità della Polonia che in questo momento danno una mano alla popolazione ucraina».

I materiali

I materiali raccolti comprendono anche alcuni prodotti farmaceutici: «Sono i doni del banco farmaceutico – continua Frittelli – : si tratta di quattro pedane di pomate, vale a dire migliaia e migliaia di tubetti utili soprattutto per le persone anziane. Inoltre, abbiamo lasciato anche materiali di primo soccorso come bende, garze, cerotti e disinfettanti. I nostri sanitari hanno avuto modo di interloquire con le persone ospitate nel seminario e assicurarsi che le loro condizioni di salute fossero buone. Chiaramente, alcuni di loro sono provati dal punto di vista psicologico perché non sanno se, quando torneranno, troveranno la loro casa in piedi oppure distrutta dai bombardamenti. Ma fortunatamente, molti sono tornati nel loro paese perché in quella parte di Ucraina la situazione si è tranquillizzata: infatti, alcuni mesi fa, il centro arrivava ad ospitare anche mille persone al giorno».

I bambini

Ogni bambino ucraino ha diritto ad un’infanzia felice, a pedalare in sella ad una bicicletta o a giocare con i suoi compagni. «Che soddisfazione poter consegnare i giochi ai bambini ucraini – conclude il presidente di Svau – , le loro madri hanno apprezzato molto la nostra attività: aspettavano quei regali da tempo. E in tutta quella situazione, mi ha colpito una bambina che voleva la bicicletta. Insomma, sono stati momenti molto toccanti che tuttavia spero terminino presto».

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