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Macerata

Sisma, a Castelsantangelo riapre il primo albergo. Ceriscioli: «Restituiamo dignità alle nostre terre»

Si tratta della prima struttura dell'appennino marchigiano che ha ritrovato vita dopo i danni del sisma del 2016. Con 20 camere e una sala ristorante con 90 posti a sedere è già pronta ad accogliere i primi turisti

Il momento del taglio del nastro dell'albergo-ristorante "Dal Navigante"

CASTELSANTANGELO SUL NERA – Taglio del nastro per l’albergo e ristorante “Dal Navigante”. La cerimonia si è svolta sabato (30 maggio) nella struttura di Castelsantangelo sul Nera, la prima dell’appennino marchigiano che ha ritrovato vita dopo i danni del sisma del 2016.

La nuova struttura “Dal Navigante”

«Di fronte a tutte le difficoltà, con grande determinazione e forza, siamo ripartiti. Abbiamo dimostrato di saper fare squadra e adesso giochiamoci la partita fino in fondo perché ce lo meritiamo – ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli intervenuto durante la cerimonia -. Un’attività che riparte, con lo spirito giusto, diventa un punto di riferimento per tutti. Al governo continueremo a chiedere maggiore attenzione per la ricostruzione delle nostre comunità».

All’inaugurazione erano presenti anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, l’arcivescovo di Camerino-San Severino Francesco Massara, il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci e il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari.

La struttura guidata dai fratelli Battista e Daniele Valentini, è stata ricostruita in un’altra zona. Con una superficie di mille metri quadri, “Dal Navigante”, 20 camere e una sala ristorante con 90 posti a sedere, è già pronto ad accogliere, seguendo le norme del distanziamento sociale, i primi turisti.

«Dopo quattro anni finalmente si torna alla normalità – è tanta la soddisfazione nelle parole dei fratelli Valentini, alla guida della struttura di Castelsantangelo -. Il Covid-19 non ci “spaventa” al momento perché abbiamo moltissime prenotazioni e ieri (domenica, ndr) non ci siamo fermati un attimo e abbiamo avuto sempre da fare. Anzi crediamo che per quest’anno la montagna sarà molto più gettonata della costa; inoltre la struttura più vicina alla nostra si trova a circa 50 chilometri quindi chi decide di visitare questa zona per un lungo periodo chiama noi».

«In questi quattro anni abbiamo deciso di rimanere comunque qui sia per seguire i lavori del nuovo albergo e ristorante ma anche per non perdere il contatto con Castelsantangelo e per questo abbiamo deciso di comprare un camioncino e fare street food alle feste o comunque in giro per le nostre bellissime montagne – raccontano i titolari -. Siamo felicissimi di ripartire perché questo è fondamentale per il nostro territorio; se lavoriamo noi lavorano tutti gli esercizi commerciali nelle vicinanza».

Un momento dell’inaugurazione a Castelsantangelo sul Nera

Il presidente Luca Ceriscioli, durante la cerimonia, ha voluto «rinnovare l’impegno, mai venuto meno, di restituire alle nostre terre la piena dignità di cui meritano. Troviamo, ogni giorno che passa, insopportabile una situazione che riteniamo profondamente ingiusta. All’ingiustizia delle regole si aggiunge il fatto che, in altre parti d’Italia, quei vincoli, a noi imposti, sono stati sciolti – ha osservato Ceriscioli -. Ritengo la cosa ancor più incomprensibile perché abbiamo mostrato, come comunità regionale, che quando l’impegno ricade su di noi le cose riusciamo a farle bene e meglio di altri. Ci sentiamo leoni in gabbia e da questa gabbia vogliamo uscire. Dopo tutto quanto è accaduto, le Marche sembrano Giobbe: messo a dura prova da tutti i punti di vista, non perde mai la fede. Come Giobbe ripartiamo, però, dalla bellezza della creazione: questa non ci manca. L’abbiamo nel paesaggio e nel territorio che ci circonda, la mostriamo in quello che facciamo e sappiamo fare. Forti di questo spirito e di questa consapevolezza, rinnoviamo l’impegno a ribaltare le cose».

«Abbiamo di fronte tre mesi di over time. Giocherò questi tre mesi di supplementari (riferendosi alle elezioni regionali che sono slittate in autunno a causa dell’emergenza sanitaria, ndr) per portare a casa quello che serve alle Marche, per convincere il Governo a darci, finalmente, quello di cui abbiamo diritto per ricostruire i nostri territori» ha concluso il presidente della Regione.