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Macerata

San Severino, pretende di entrare alle Poste senza Green pass: arrestato

Un 39enne del posto ha spintonato e minacciato i carabinieri, voleva un duplicato della carta per l'accredito del reddito di cittadinanza. Accusato di resistenza a pubblico ufficiale oggi ha patteggiato la pena

Il tribunale di Macerata

SAN SEVERINO – Non ha il Green pass ma pretende di entrare alle Poste e avere un duplicato della carta per l’accredito del reddito di cittadinanza. Settempedano arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. È accaduto nella tarda mattinata di sabato quando l’uomo, un 39enne del posto, era entrato all’Ufficio postale di San Severino per ottenere il duplicato della carta necessaria per ottenere l’accredito del reddito di cittadinanza che aveva precedentemente smarrito. Non avendo il Green pass l’uomo non poteva accedere ai servizi erogati dall’Ufficio Postale e per questo era stato invitato a uscire, ma il 39enne non ne ha voluto sapere. È stato così che gli impiegati hanno richiesto l’intervento dei carabinieri e nel giro di pochissimo una pattuglia ha raggiunto l’Ufficio postale.

L’avvocato Barbara Recanati

L’uomo ha ribadito di aver smarrito la carta e di avere diritto a un duplicato, nel frattempo, sopraggiunto anche l’orario di chiusura dell’Ufficio postale, alle plurime richieste di lasciare i locali, il 39enne avrebbe opposto resistenza, dimenandosi. «Da qui non mi muovo fino a quando non mi rifanno la carta», avrebbe urlato a un carabiniere. Alla fine i militari avrebbero cercato di allontanarlo prendendolo per un braccio e il 39enne aveva reagito dimenandosi, spintonandoli e minacciandoli: «A te ti prendo quando sei in giro con la famiglia», avrebbe detto a un carabiniere. A quel punto è stato portato in caserma e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Questa mattina il 39enne è stato condotto in Tribunale a Macerata, difeso dall’avvocato Barbara Recanati il settempedano ha respinto gli addebiti sostenendo di non essere stato né violento né minaccioso con i carabinieri. Il giudice ha quindi convalidato l’arresto poi il 39enne, tramite il legale, ha chiesto e ottenuto di patteggiare la pena di quattro mesi e 20 giorni convertiti nella pena pecuniaria di 10.500 euro ed è tornato in libertà.