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Macerata

A San Severino tre famiglie di nuovo a casa: 307 cantieri chiusi nella ricostruzione post terremoto

Sono 785 le pratiche presentate all'ufficio sisma. Fino ad oggi ammontano a 4 milioni di euro gli interventi su edifici pubblici, mentre a 143 milioni quelli legati alla ricostruzione privata

San Severino, palazzo demolito e ricostruito in via Rossini

SAN SEVERINO – L’ultima ordinanza per la revoca dell’inagibilità è stata firmata a fine gennaio e permetterà ad altre tre famiglie di poter tornare nelle loro abitazioni in una palazzina in via Giacomo Rossini, che subì un grave crollo a seguito delle scosse e tornata agibile dopo essere stata abbattuta e ricostruita. L’immobile è stato destinatario di un contributo da parte dell’Ufficio speciale per la Ricostruzione di 665mila euro. Questo, però, è solo l’ultimo dei cantieri che si sono chiusi a San Severino, dove si contano 307 cantieri terminati, di cui 261 sono relativi alla ricostruzione privata, altri tre alla ricostruzione pubblica e 43 su proprietà che hanno fatto ricorso al Sisma Bonus.

Ammontano, invece, a quasi 4 milioni di euro gli interventi che riguardano gli edifici pubblici. Tra questi spicca il recupero di palazzo Governatori, riaperto sabato 11 dicembre con una cerimonia a cui ha partecipato anche il commissario Giovanni Legnini. L’immobile, già ristrutturato dopo il sisma del 1997, è stato interessato «da interventi di riparazione del danno e miglioramento sismico, per un importo complessivo di circa 720mila euro– spiega il sindaco Rosa Piermattei -. Le opere hanno permesso il recupero strutturale, nonché il restauro architettonico e pittorico, delle sale di rappresentanza. In particolare sono state consolidate le murature portanti e sono stati rifatti e consolidati alcuni solai del primo piano e della copertura. Esternamente sono state ripristinate tutte le facciate, restaurate le persiane e le modanature in pietra, è stato revisionato il manto di copertura mentre internamente sono state consolidate tutte le volte in muratura, è stato smantellato e rifatto il pavimento della biblioteca e quello del fondo Coletti».

Sono iniziati lo scorso 19 gennaio, invece, i lavori per il recupero del palazzo comunale, in piazza del Popolo, affidati al consorzio stabile Rennova. Il termine previsto per gli interventi è il 7 novembre 2022. Il palazzo sarà ripristinato con il massimo indice di sicurezza antisismica e tornerà a svolgere il suo ruolo di amministrazione e rappresentanza. Facendo un punto complessivo sulle opere in corso nel comune, «Il finanziamento delle pratiche per la ricostruzione privata ha superato i 143 milioni di euro – aggiunge il sindaco -. La somma andrà per il recupero di 446 edifici, di cui 258 interessati da interventi di ricostruzione leggera (per un importo di 37.827.044 euro), altri 86 da ricostruzione pesante (per 66.830.262 euro), 100 interventi disciplinati dall’ordinanza 100 emanata dal commissario Legnini, (per 38.116.289 euro) e ulteriori due edifici che saranno interessati dall’ordinanza 13 del 2017 (232.101 euro)».

Per quanto riguarda le pratiche presentate all’ufficio Sisma del Comune, complessivamente sono 785. «Di queste, 381 fanno riferimento alla ricostruzione leggera, mentre altre 216 a quella pesante – aggiunge il sindaco -. Ulteriori 175 pratiche sono quelle relative all’ordinanza 100 emanata per facilitare proprio la ricostruzione di immobili danneggiati, mentre sono 13 le pratiche presentate relative alla ricostruzione delle attività produttive. Ulteriori 54 richieste, infine, hanno interessato la delocalizzazione delle attività produttive per le quali sono previsti contributi per oltre 700mila euro».

Per quanto riguarda gli auspici per il 2022, infine, il sindaco si augura di «vedere ultimate opere come il nuovo “Divini” ma anche veder partire i cantieri del Programma straordinario di ricostruzione (Psr), dal quale ci attendiamo interventi per 54 milioni di euro che interesseranno la Casa di riposo “Lazzarelli”, inserita tra le priorità dal Commissario straordinario alla ricostruzione». Il Comune, inoltre, è sempre in attesa dell’ordinanza speciale promessa da Legnini la scorsa estate, che permetterebbe di sbloccare opere importanti anche per la viabilità.