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Macerata

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San Ginesio, alla pinacoteca donato un acquerello di Nino Ricci

Dopo la mostra con le opere di Nino Ricci, la donazione da parte del fratello dell'artista responsabile dell’Archivio Nino Ricci

L'acquerello donato alla Pinacoteca di San Ginesio

MACERATA – Novità nel campo dell’arte. Luigi Ricci, responsabile dell’Archivio Nino Ricci, ha donato un’opera di suo fratello alla Pinacoteca comunale di San Ginesio. Ad essere donato un acquerello che fa parte delle prime figurazioni iniziate negli anni Novanta e poi elaborate sino a pochi anni fa dall’artista. «L’acquerello è una tecnica pittorica privilegiata da Nino Ricci che, al pari della pittura ad olio, ha rappresentato fasi importanti della sua produzione. Nino Ricci nel volume “In Chartis”, edito nel 1992 dalle Cartiere Miliani Fabriano, esalta il supporto cartaceo per l’acquerello, materiale insostituibile per tante opere d’arte», spiega il comune di San Ginesio.

Intanto la mostra monografica retrospettiva “Nino Ricci. La sintesi delle forme. Opere 1960-2015”, San Ginesio, Loggiato dei Lumi, chiude. Inserita quale evento d’esordio del terzo Festival dei Monti Azzurri promosso dall’Unione Montana dei Monti Azzurri e ideato dall’arch. Sandro Polci, “Chiostri e Inchiostri di Pace”, ha registrato fin dal giorno dell’inaugurazione un cospicuo successo di pubblico e di critica.

L’idea era nata lo scorso anno, sottoposta al sindaco di San Ginesio dalla dottoressa Barbara Martorelli, che aveva riferito come il pittore maceratese avesse espresso il desiderio di esporre a San Ginesio, in ricordo della bella esperienza vissuta negli anni Sessanta, da giovane insegnante di storia dell’arte e disegno nel locale Istituto Magistrale. «Anzi, in preparazione dell’evento, stava scegliendo le opere che maggiormente potessero rappresentare il suo percorso artistico. La recente scomparsa di Nino Ricci non ha bloccato il progetto, ormai portato avanti dalla curatrice Barbara Martorelli e dal fratello Luigi Ricci, noto fotografo e grafico, entrambi testimonianza dell’eredità intellettuale e materiale dello scomparso, che continuerà a vivere nell’Archivio Nino Ricci, costituito nella sua bella casa di Macerata», spiega il comune in una nota.

Al patrocinio dei due enti si è aggiunto quello della Fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo che, con il consenso del suo presidente, Giorgio Girotti Pucci, e del presidente dello stesso istituto, Amedeo Grilli, ha consentito anche il prestito temporaneo di due opere, due magnifici oli su cartone telato, lo 0726, “Nature” (1992) e il 1185, ‘Skyline di Fermo’ (2011) che, in mostra, hanno ottenuto un altissimo gradimento da parte dei visitatori.

Alla promozione della mostra hanno collaborato due associazioni sanginesine, il Centro Internazionale Studi Gentiliani, col suo presidente, Luigi Lacchè, e il GinesioFest, con la sua direttrice, Isabella Parrucci. Alla prima il Comune di San Ginesio ha affidato la responsabilità della gestione in loco della mostra. Su quest’ultima venivano convogliate le generose elargizioni di due privati cittadini tedeschi con case di vacanza a San Ginesio; quella del Simonelli Group di Belforte del Chienti e l’altra della Fondazione Moschini di Tolentino. Il tutto per coprire i costi della promozione cartacea, del catalogo della mostra, della curatela della stessa, dell’allestimento a cura dell’architetto Matteo Sampaolesi.

«In breve, l’esposizione di trenta opere ha mostrato ai visitatori il percorso artistico dell’artista che alla pittura arriva dopo una lunga esperienza professionale in campi diversi, quali il teatro, il cinema e l’insegnamento presso l’Accademia delle Belle Arti, ma sempre attigui alla trasformazione in prodotto artistico di un pensiero cólto, allenato agli studi e cimentato in conversazioni con l’universo dei pittori e scultori  contemporanei della sorprendente Macerata del secondo Futurismo, nonché in corrispondenze con numerosi artisti italiani e stranieri», spiega l’ente.

«Per San Ginesio la mostra Nino Ricci è stata un’esperienza stimolante e l’occasione preziosa per una confidenza con l’arte contemporanea che non è quella che i suoi abitanti sono abituati a vedere nelle proprie chiese e nelle due sezioni del museo, parzialmente allestite presso le mostre Hoc Opus e Hoc Opus Plus. Quindi è sttao un arricchimento per i cittadini e per i numerosissimi turisti dell’estate sanginesina, che è stata incredibilmente piena di eventi teatrali, musicali», conclude la nota.