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Macerata

Il questore Pignataro lascia Macerata: «Ho sentito una città stringersi intorno a me»

Era arrivato circa due anni e mezzo fa dopo l'omicidio di Pamela Mastropietro e il raid di Luca Traini. Tanti gli attestati di stima per lui in questi giorni

Il questore di Macerata Antonio Pignataro

«Macerata non era nei miei programmi ed era una sede che non avevo mai preso in considerazione, ma dal momento in cui vi ho messo piede la mia vita è cambiata dal punto di vista professionale, in meglio». Con queste parole il questore del capoluogo Antonio Pignataro ha salutato questa mattina Macerata. Lunedì 30 novembre infatti partirà alla volta della Capitale per un nuovo incarico e al suo posto arriverà il nuovo questore Vincenzo Trombadore.

«La mia destinazione originaria doveva essere un’altra città italiana ma l’emergenza nazionale mi ha proiettato a Macerata – ha continuato il questore che è arrivato in città dopo l’efferato omicidio di Pamela Mastropietro e la sparatoria di Luca Traini -. A distanza di circa due anni dal mio insediamento in questa città, il Capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, “per merito” mi ha prospettato la possibilità di andare a dirigere la Questura di un’altra città a me gradita ma ho preferito rimanere qui a Macerata al fine di continuare la mia opera mirata alla tutela delle giovani generazioni e penso di aver ottenuto i massimi risultati conseguibili e sono certo che chi verrà dopo di me sarà in grado di consolidarli e incrementarli».

«Ho sin da subito dedicato tutte le mie forze al perseguimento del benessere sociale e alla riaffermazione della legalità in una città profondamente ferita da gravissimi fatti di sangue e dallo spaccio di droga – ha proseguito il questore Pignataro -. Le mia finalità era quella di far ritrovare alla comunità maceratese il senso di unità e di rispetto reciproco, anche attraverso la tutela e la sicurezza del territorio, con un occhio sempre attento alle giovani generazioni che rappresentano il nostro futuro. Ho percepito che la comunità aveva immensamente bisogno di rafforzare i fondamentali sentimenti di libertà e giustizia ed è per questo che, senza attendere che la gente si rivolgesse a me, ho preso l’iniziativa nell’unico modo che conosco: scendere in strada facendomi carico dei problemi di legalità e impegnandomi al massimo per risolverli, lottando in prima linea».

Il questore di Macerata Antonio Pignataro questa mattina

«Un compito arduo, faticoso che spesso mi ha esposto a rischi ma che ho sempre portato avanti con “disciplina e onore”, trascurando a volte i miei interessi personali e familiari e senza preoccuparmi della carriera – ha continuato Pignataro -. Quello che desideravo era cercare un rapporto di fiducia con i cittadini, infondendo in loro la certezza che le istituzioni e chi le rappresenta sono a fianco a loro e lavorano ogni giorno per tutelare la legalità e i loro interessi fondamentali. È inevitabile, per chi come me ha preferito agire in prima persona, come si suol dire “mettendoci la faccia”, attirarsi qualche critica. Vorrei ricordare, in particolare, che per quanto riguarda “la cannabis light” io, i miei valorosi poliziotti e il Procuratore Capo della Repubblica Giovanni Giorgio con i propri sostituti, abbiamo dato un forte messaggio a tutto il paese, abbiamo contrastato il delicato fenomeno salvando dei ragazzi ed evitando così sofferenze alle loro famiglie».

«Le critiche vanno accettate poiché servono a renderci sempre migliori ma devo riconoscere che molti di più sono stati gli attestati di stima e riconoscenza da parte della gente comune, oltre che dalle forze politiche senza distinzioni di colore – ha aggiunto -. Desidero che sappiate che è con grande rammarico e profonda tristezza che lascio Macerata, ma l’avvicendamento è imposto da una normale rotazione che serve a stimolare sempre di più l’impegno da parte delle Forze di Polizia».

«Per concludere, consentitemi di rimarcarlo, che la vostra vicinanza, il vostro calore, l’affetto che mi avete testimoniato, anche fermandomi per strada, sono per me motivo di grande orgoglio e anche fonte di profonda gratitudine che spero traspaiano tra queste righe – ha concluso il questore -. Ho sentito una città stringersi intorno a me ripagando l’impegno che le ho dedicato. È questo il dono più grande che porterò con me, l’emozione che mi accompagnerà anche quando sarò lontano, e ripenserò ai tre anni trascorsi qui. Dal profondo del cuore, grazie».