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Macerata

«Rischia di tornare a scuola positivo perché l’Asur non fa il tampone»: la denuncia del sindaco di Montelupone

Risultata positiva anche la madre del minore che sarebbe tornata a lavoro se non fosse intervenuto il Comune. Il primo cittadino evidenzia la poca comunicazione tra Asur, medici e laboratori privati

MONTELUPONE – Diminuiscono i positivi di Covid-19 anche a Montelupone (Mc) nonostante il sindaco abbia deciso di denunciare una situazione che ha visto come protagonista uno studente che stava per rientrare in classe positivo. A oggi sono 37 i positivi nel Comune maceratese – di questi sette ricoverati – e 18 in isolamento domiciliare perché contatti di contagiati.

«Rimangono però alcuni problemi – ha fatto sapere il sindaco Rolando Pecora – tra cui la recettività delle strutture ospedaliere (soprattutto per la carenza di personale), la gestione del tracciamento e quindi del contenimento del contagio, la disponibilità e la tempestività degli accertamenti diagnostici (quali esami, quanti, dove e in quali tempi). Sugli ospedali possiamo poco. Sul resto qualcosa di più».

Per far comprendere la situazione nel dettaglio il sindaco ha deciso di raccontare la propria esperienza personale. «Alcune settimane fa un mio congiunto esegue un tampone molecolare presso un laboratorio privato accreditato con esito positivo comunicato dopo 48 ore e l’esito viene comunicato al medico curante – spiega il primo cittadino -. Sia lui che il laboratorio hanno l’obbligo di comunicarlo all’Asur e lo fanno. Il mio congiunto vive con la moglie e i figli che frequentano le nostre scuole. Io dico loro (che non vengono contattati dall’Asur) di rimanere da subito a casa. Alcuni giorni dopo l’esito del tampone, non risultando ufficialmente (Asur e Regione) la loro situazione, come sindaco scrivo richiedendo il rispetto e l’adozione delle procedure necessarie quali l’isolamento e la quarantena».

«Se la quarantena non l’avessi prescritta io gli altri familiari del mio congiunto sarebbero andati a lavoro o a scuola perché asintomatici – continua il sindaco Pecora -. Tralascio il racconto dei passaggi in ospedale della persona contagiata che nel frattempo aveva bisogno di ossigeno ma intanto i suoi familiari continuano ad essere asintomatici e, dopo 14 giorni, i figli potrebbero tornare a scuola. Attendono comunque che l’Asur comunichi il da farsi e, in assenza dell’arrivo di questa comunicazione, decido di sottoporre, a spese del Comune, i due minori al tampone molecolare insieme ad altri alunni delle nostre scuole che vivevano una situazione simile».

«Cosa succede? Che sia la moglie del mio congiunto, la quale ha effettuato privatamente il tampone, sia uno dei due minori, sono risultati positivi al virus – ha continuato il primo cittadino -. Se non avessimo effettuato a nostre spese (in parte) il controllo un bambino positivo sarebbe rientrato a scuola (e senza mascherina) e una madre positiva sarebbe tornata a lavoro. Continueremo ad intervenire per casi analoghi».

Ma il sindaco Pecora parla di una situazione ancora più generale che sembra essere al collasso come «laboratori o medici che non comunicano all’Asur l’esito di tamponi positivi o concittadini che non riescono a contattare gli Uffici competenti. Un ruolo fondamentale lo stanno svolgendo i medici di base (come sempre), che con la loro buona volontà cercano di mettere “pezze” alle falle del sistema. A questo proposito, parlando con dei medici di base dell’Asur Ancona, mi riferivano che da alcune settimane stanno facendo tamponi rapidi. Penso che queste iniziative dovrebbero essere svolte uniformemente nella Regione, anche perché la nostra Provincia è tra le maggiormente interessate» ha concluso Pecora.