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Macerata

Rinnovo dei contributi per Cas e Sae. «Anziani in difficoltà: dimostra quanto poco si conoscano i comuni colpiti dal sisma»

Diego Camillozzi, presidente dell'associazione "La terra trema, noi no" contro la Protezione civile che vorrebbe modificare le modalità di presentazione delle domande

MACERATA – Il 31 maggio scade il termine per la presentazione della domanda con cui chi ha perso la propria abitazione con il sisma del 2016 dovrà dimostrare alla Protezione civile di essere in possesso dei requisiti per rimanere nelle Sae (Soluzioni abitative di emergenza) o per percepire il Cas (Contributo di autonoma sistemazione), ma la novità di quest’anno è che si potrebbe fare tutto on line e non più consegnando la documentazione al Comune. Inoltre servirà lo Spid o la carta di identità elettronica e questo potrebbe creare non pochi problemi ai tanti anziani dell’entroterra. Tra i primi a segnalarlo è stato in Comune di Visso che, in questi giorni, ha messo un avviso per comunicare che la «piattaforma on line è in fase di predisposizione pertanto, salvo diversa comunicazione, non sarà più possibile presentare la domanda cartacea agli uffici comunali come effettuato negli anni scorsi. In attesa di specifiche indicazioni da seguire, si invitano gli interessati, che ancora non ne sono in possesso, a richiedere l’attivazione della carta di identità elettronica».

A denunciare la situazione di difficoltà è Diego Camillozzi, presidente dell’associazione “La terra trema noi no”, che punta il dito contro il responsabile della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio. «Ancora una volta abbiamo dimostrazione di quanto poco si conosca il tessuto sociale dei comuni più colpiti dal sisma – commenta -. Ma non ci stupisce visto che Curcio non si è mai degnato di avere un confronto con chi a differenza conosce molto bene le problematiche del territorio. Lo stesso capo della Protezione Civile che, nonostante i nostri appelli, ha deciso di ricorrere contro i terremotati nella causa sul Cas che ci vedeva in parte vincitori riguardo le gravi discriminazioni di trattamento».

«Queste persone si rendono minimamente conto di quanta popolazione anziana ha il nostro territorio? – incalza Camillozzi – È già tanto chiedere una presentazione telematica, figuriamoci se dovrà essere fatta tramite Spid, la maggior parte delle persone non sa nemmeno cosa sia. Assurdo. Ancora più assurdo è chiedere di far tutto in meno di 20 giorni visto che il modulo da presentare ancora non esiste. A differenza del commissario straordinario Giovanni Legnini, della Regione Marche, dell’assessore Guido Castelli, di molti politici e del suo predecessore Borrelli che si sono sempre mostrati disponibili all’ascolto delle problematiche, Curcio non è pervenuto. Chiederemo a “Chi l’ha visto?”».