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Macerata

Dialogo multiculturale, il “no” del consiglio Marche. Carancini (Pd): «Un’altra pagina vergognosa»

Il consigliere Pd ed ex sindaco di Macerata ha presentato un emendamento per arricchire il Piano della cultura 2021-2023. Ciccioli sulla bocciatura: «Valorizzare solo l'identità marchigiana»

MACERATA – «Ecco a noi un’altra vergognosa pagina del governo regionale delle Marche». Non usa mezzi termini il consigliere maceratese Romano Carancini (Pd) per commentare la bocciatura da parte del consiglio regionale di un emendamento presentato dal gruppo Dem al Piano triennale della cultura 2021-2023, discusso oggi, 21 aprile, in aula.

Carancini, primo firmatario del testo, infatti, chiedeva alla Regione «di arricchire il capitolo dedicato al “Sistema del Contemporaneo” con la promozione di progetti interculturali e multietnici per valorizzare una società marchigiana sempre più multiculturale e plurale, quale specchio sia della contemporaneità inclusiva sia dell’arricchimento reciproco in una convivenza comunitaria che si connota ogni giorno anche grazie allo scambio di tradizioni, lingue, saperi, musiche, cibi, costumi e folklore».

Ma proprio per questo riferimento alla multietnicità, secondo Carancini, la proposta sarebbe stata bocciata da una maggioranza “indirizzata” dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli. «Il consigliere Ciccioli – incalza Carancini -, lo stesso che ha teorizzato la preoccupazione della sostituzione etnica in questo Paese, ha “ordinato” ai consiglieri di maggioranza di non votare l’emendamento perché il Piano della cultura deve essere destinato solo ai progetti delle Marche e deve essere espressione dell’identità marchigiana, senza contaminazioni e senza macchie.

Carlo Ciccioli
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli

Approvare questo emendamento avrebbe voluto dire – aggiunge Carancini riportando le parole di Ciccioli – “snaturare il nostro orientamento secondo il quale non dobbiamo valorizzare le culture maghrebine, senegalesi, nigeriane o di altri popoli: dobbiamo piuttosto valorizzare solo la nostra identità marchigiana e semmai cercare di portarci dentro le culture straniere».