Centro Pagina - cronaca e attualità

Macerata

Recanati, aperte al pubblico le stanze private di Leopardi. Ceriscioli: «Una ripartenza per tutta la regione»

Grande emozione per il taglio del nastro. Tra i presenti anche il governatore delle Marche e la contessa Olimpia Leopardi con i figli. Al via un suggestivo itinerario dal titolo "Ove abitai fanciullo" attraverso il giardino e l'appartamento dove viveva il poeta con i suoi fratelli

RECANATI – Dopo 200 anni riaprono al pubblico le stanze private di Giacomo Leopardi con il percorso “Ove abitai fanciullo”. Un evento di grande emozione quello andato in scena questa mattina, giovedì 18 giugno, a Recanati; da oggi infatti gli appartamenti privati del celebre poeta nel palazzo di famiglia sono visitabili dal pubblico.

Un momento dell’inagurazione

«Una bella restituzione e un segno di ripartenza soprattutto in questo periodo – ha commentato il presidente della Regione Luca Ceriscioli -. Con questa inaugurazione rimettiamo in moto questa bellissima regione e in particolare la città di Recanati seguendo uno spirito che condividiamo tutti, quello della ripartenza. Questa è una restituzione di grandissimo valore per una regione che ha sempre avuto la sua identità in questi luoghi; luoghi in cui la narrazione del poeta è passata in modo diretto. Luoghi che hanno rappresentato il “pretesto” per raccontare qualcosa di universale, un valore che attraversa anche il tempo. Oggi, diamo il via a questa ripartenza “mascherati” e distanziatI ma non per questo con meno importanza di quella che questa occasione dovrebbe avere, anzi forse con una importanza maggiore».

Grande soddisfazione e commozione anche per il sindaco di Recanati Antonio Bravi. «Come tutta la Regione ancor di più la città di Recanati vuole ripartire dopo il momento difficile che abbiamo attraversato e che speriamo di esserci lasciati alle spalle – ha detto il primo cittadino -. L’impegno è alto e le speranze sulla riuscita e sul successo sono elevate: abbiamo fiducia che il messaggio che vogliamo trasmettere sia chiaro cioè che la figura di Giacomo Leopardi continui a crescere in modo straordinario. Casa Leopardi in questo momento ha mostrato la determinazione e la volontà di andare avanti; se continuiamo con questa comunità di intento faremo grandi cose».

Non ha nascosto l’emozione nemmeno la contessa Olimpia Leopardi accompagnata dai figli Gregorio, Diana ed Ettore. «È stato un impegno piuttosto importante per la nostra famiglia ma siamo molto fieri del risultato – ha commentato la discendente del poeta –. È la prima volta che in 200 anni la famiglia riapre questi spazi privati al pubblico e speriamo che questo momento sia di grande traino per tutta la città. Ora vorrei che foste voi a emozionarvi godendo delle stanze di Giacomo». La contessa ha aggiunto che «il risultato della riapertura va dedicato a tutti coloro che amano Giacomo Leopardi e che lo vivono come un compagno di vita. Hanno il diritto e il piacere di poter vedere i luoghi in cui si è formato non solo lo studioso (che abbiamo apprezzato nei luoghi tradizionalmente fruibili, come la biblioteca), ma l’uomo. La sua figura è ancora fortemente contemporanea. Basta rileggere, con cura e attenzione “La Ginestra”; anche se un po’ lunga, oggi ne vale la pena, perché Giacomo sottolinea l’importanza della solidarietà tra gli uomini per unirsi e sostenere le difficoltà che la natura ci impone».

La benedizione del vescovo Nazzareno Marconi

Presente anche il presidente dell’Assemblea legislativa Antonio Mastrovincenzo. «Visitare gli appartamenti privati di Giacomo Leopardi è un’emozione unica che rafforza la consapevolezza e il grande privilegio di avere tra i figli più illustri delle Marche il grande poeta di Recanati – ha commentato -. Un ringraziamento sentito alla famiglia Leopardi che oggi apre al pubblico i luoghi dove Giacomo è nato e vissuto, permettendoci di tornare a riflettere sulla grandezza e la forza dell’eredità del pensiero leopardiano, così contemporaneo nella sua profondità. Per la crisi che stiamo attraversando il suo sguardo potente e profetico sulla realtà ci indica un cammino possibile che è quello della solidarietà, un invito a unirsi per combattere minacce e ingiustizie, superando l’individualismo».

Dopo la benedizione del vescovo Nazzareno Marconi si sono aperte, dopo 200 anni, le stanze private del poeta recanatese. L’inaugurazione del percorso “Ove abitai fanciullo”, prevista per marzo ma rinviata a causa della pandemia, si è svolta nel rispetto delle norme anti contagio come lo saranno le visite alle quali sarà possibile partecipare. Un progetto voluto dal conte Vanni Leopardi, scomparso nel novembre dello scorso anno, e portato a termine dalla figlia Olimpia; un percorso unico ed emozionante in cui è possibile riscoprire i luoghi dove il celebre poeta visse e abitò.

“Ove Abitai Fanciullo” è un itinerario di visita autonomo, che consente l’accesso ai saloni di rappresentanza del Palazzo, alla Galleria con le sue collezioni d’arte, al giardino e agli appartamenti del poeta. Grazie a un accurato restauro conclusosi all’inizio del 2020, il percorso permette di riscoprire gli originali decori pittorici delle “Brecce”, la parte del Palazzo che ospita le stanze di Giacomo e i fratelli, che il conte Monaldo fece edificare tra il giardino di ponente e quello di levante.