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Macerata

Macerata, provoca un incidente e scopre di non avere l’assicurazione: due subagenti a processo

La coppia, di Sarnano, è accusata di appropriazione indebita aggravata. I fatti contestati risalgono al 2014. Ad aprile la discussione. La difesa rigetta gli addebiti

Il tribunale di Macerata

MACERATA – Paga il rinnovo della polizza RC Auto, fa un incidente e scopre che l’auto non è coperta dall’assicurazione. È l’incubo vissuto da una giovane di Colmurano (Mc) che si era vista richiedere migliaia di euro di risarcimento dagli automobilisti coinvolti nel sinistro.
Era un giorno di ottobre del 2014 quando la donna, all’epoca 26enne e in procinto di far nascere il suo secondogenito, stava percorrendo l’ex strada statale 78 che collega Sarnano a Macerata a bordo della propria auto. Durante il tragitto però si verificò un incidente in cui rimasero coinvolte altre auto, fortunatamente nessuno riportò lesioni importanti, neppure lei e il piccolo che aveva in grembo, ma i danni provocati alle altre auto furono tutt’altro che lievi. Vennero chiamati i carabinieri, una pattuglia raggiunse il luogo dell’incidente ed eseguì i rilievi di rito. Dopo pochi giorni la giovane chiamò la subagenzia alla quale poco tempo prima del sinistro aveva portato gli 830 euro del rinnovo dell’assicurazione e denunciò l’incidente.

L’avvocato Leide Polci

Tutto proseguì apparentemente senza intoppi, nacque il figlio, con il compagno stava organizzando i dettagli del matrimonio quando un giorno iniziarono ad arrivare a casa le telefonate concitate degli automobilisti coinvolti nell’incidente che nel frattempo avevano scoperto che l’auto non era coperta da assicurazione e rivendicavano il pagamento dei danni.

«Erano diverse migliaia di euro – racconta l’avvocato Leide Polci che tutela la donna –. Si era creata una situazione paradossale, la mia cliente venne da me angosciata: aveva due figli piccoli, aveva progettato il matrimonio con il suo compagno, non sapeva come fare. Ma soprattutto, lei il rinnovo della polizza lo aveva pagato ma non poteva dimostrarlo perché gli 830 euro li aveva consegnati in contanti. Dopo tre giorni dalla denuncia i due subagenti l’avevano richiamata chiedendole l’originale del tagliando che le avevano dato al momento del pagamento del rinnovo e lei, non sospettando nulla all’epoca, glielo portò. Quando iniziarono ad arrivare le citazioni dei danneggiati perché l’assicurazione non pagava ho eccepito che al momento del sinistro i carabinieri annotarono gli estremi della polizza, per cui all’epoca lei il tagliando lo aveva».
A quel punto il legale presentò in procura una denuncia per truffa o appropriazione indebita da cui derivò un procedimento penale a carico della coppia di subagenti, ai quali la giovane aveva consegnato materialmente il denaro, e del titolare dell’agenzia.

Il pubblico ministero ravvisò il reato di appropriazione indebita aggravata e a conclusione delle indagini preliminari dispose la citazione diretta a giudizio nei confronti della coppia di subagenti di Sarnano e del titolare dell’agenzia assicurativa di Servigliano. Quest’ultimo nel frattempo ha patteggiato la pena, mentre per la coppia è in corso il processo dinanzi al giudice Paolo Properzi e al pubblico ministero Francesca D’Arienzo. Oggi la difesa, sostenuta dall’avvocato Luciano Magnalbò, ha rinunciato a sentire i propri testimoni e l’udienza è stata rinviata al primo aprile del prossimo anno per la discussione.
«Fortunatamente dal punto di vista civilistico la vicenda si è già chiusa e i danni del sinistro sono stati coperti», ha concluso l’avvocato Polci che nel processo è parte civile.