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Macerata

Prelievo delle acque dal Chienti e dal Potenza per rifornire il lago di Cingoli: bocciato il progetto

La Provincia ha detto no al progetto presentato dal Consorzio di bonifica. Parcaroli: «Dannoso per le nostre due vallate»

Al centro il presidente Parcaroli con i consiglieri Mozzoni e Felicioli

MACERATA – No al progetto del Consorzio di bonifica per rifornire il lago di Castreccioni a discapito delle vallate del Chienti e del Potenza. La Provincia, infatti, ha bocciato l’iniziativa che rischiava di creare un ulteriore deficit idrico ai Comuni dei territori interessati dalle sorgenti al mare. La proposta del Consorzio prevedeva un prelievo forzato d’acqua dal fiume Potenza, dal torrente Scarzito e dal Chienti per convogliarla, attraverso la realizzazione di condotte, fino al lago di Castreccioni. «Si tratta di un progetto dannoso per le nostre due vallate e sul quale ci sono forti timori rispetto alle ripercussioni ambientali e alla salvaguardia degli equilibri idrogeologici – spiega il presidente della Provincia, Sandro Parcaroli che ha raccolto le preoccupazioni di alcuni sindaci dell’entroterra -, non solo, si avrebbero ripercussioni inevitabili sia sulle utenze domestiche, che sull’intero comparto agricolo, sulle aziende ittiche e le imprese».

«Il progetto, già bocciato dai sindaci nel 2020 e in precedenza dal Ministero dell’Ambiente nel 2009 (ma ci sono tentativi datati ancora più indietro nel tempo) – aggiungono il consigliere Andrea Mozzoni e il sindaco di Fiuminata, Vincenzo Felicioli -, va accantonato definitivamente». Per quanto riguarda la vallata del Potenza, si parla di un’opera di 39,6 km e dal costo di circa 72,5 milioni di euro, con prelievo dell’acqua in località Valcora verso Castreccioni. «Confidiamo che il Consorzio di bonifica si impegni invece già da ora per migliorare le reti idriche esistenti – aggiungono -, così da abbattere i costi delle utenze». Il presidente Parcaroli, inoltre, ha annunciato l’inserimento di un ordine del giorno al prossimo consiglio provinciale per esprimere formalmente la contrarietà al progetto, invitando i sindaci e gli amministratori locali delle due vallate a intraprendere la stessa strada ciascuno nei propri consessi comunali.