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Macerata

Porto Recanati, bagna i letti delle figlie per non farle dormire: padre condannato

La pena inflitta a un 45enne è di due anni e tre mesi. Era accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti dell'allora coniuge e delle ragazze. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2019 e il 2020

PORTO RECANATI – Per non far dormire le figlie avrebbe buttato l’acqua sui loro letti, quando abusava di sostanze alcoliche avrebbe picchiato la moglie e le due figlie buttando loro addosso bottiglie piene d’acqua per non lasciare segni. Sono alcune delle accuse contestate a un 45enne portorecanatese di origine straniera che oggi è stato condannato a due anni e tre mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni. Le violenze sarebbero avvenute tra il 2019 e settembre del 2020.

Secondo l’accusa, oggi sostenuta in aula dal pubblico ministero Stefano Lanari, l’imputato avrebbe aggredito più volte moglie e figlie quando era ubriaco. Una volta aveva scagliato contro di loro anche delle sedie, poi aveva preso la moglie per i capelli e l’aveva buttata a terra. Le tre donne in una circostanza erano andate in ospedale e i medici le avevano visitate e curate per poi dimetterle con una prognosi di sei giorni per la mamma, sette giorni per una delle due figlie e quattro giorni per l’altra figlia a cui era stato riscontrato uno stato di ansia a seguito di aggressione.

L’avvocato Emanuele Senesi

Sempre secondo la ricostruzione accusatoria in più occasioni il marito avrebbe minacciato di morte la moglie e umiliato e ingiuriato anche le figlie. Non riuscendo più a sopportare quella situazione le donne si erano rivolte a un legale, l’avvocato Francesca Risito, e avevano sporto denuncia. A seguito della denuncia nei confronti del 45enne era stata disposta la misura del divieto di avvicinamento alla casa coniugale e alle persone offese e da quel momento l’uomo indossa il cosiddetto “braccialetto anti-stalking”, per consentirne la localizzazione e permettere alle forze dell’ordine di intervenire immediatamente in caso di avvicinamento alle persone offese.

Oggi in Tribunale a Macerata la discussione: il pubblico ministero Lanari ha chiesto la condanna a tre anni e 15 giorni, il giudice Francesca Preziosi ha condannato l’imputato a due anni e tre mesi. «Attendiamo il deposito delle motivazioni e poi valuteremo un eventuale ricorso», ha commentato a margine dell’udienza l’avvocato Emanuele Senesi.