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Macerata

Porto Potenza Picena: soldi, cocaina e marijuana in casa.Nei guai 28enne

Nell’abitazione dell’uomo anche un bilancino elettronico di precisione, involucro di confezionamento per lo stupefacente, e la somma di 730 euro in banconote di vario taglio, ritenute provento dell’attività di spaccio

CIVITANOVA MARCHE – La notte scorsa i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Civitanova, guidati dal sottotenente Alfredo Russo, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 28enne civitanovese poiché ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I fatti si sono verificati in Porto Potenza Picena, ove era in corso specifica attività antidroga e gli investigatori stavano approfondendo talune dinamiche segnalate dai residenti della zona in ordine ad insoliti andirivieni di soggetti sconosciuti, quando hanno fermato e controllato un giovane che, apparso subito nervoso, preoccupato ed insofferente al controllo, sebbene non avesse nulla con sè, ha comunque dichiarato avere una piccola quantità di stupefacente presso il suo domicilio poco distante.

In effetti, le accurate attività di ricerca hanno consentito di recuperare nell’abitazione dell’uomo, oltre alla piccola quantità di stupefacente spontaneamente consegnato, anche ulteriori 34 grammi di marijuana, quasi un etto di hashish, una dose di cocaina, un bilancino elettronico di precisione, l’involucro di confezionamento per lo stupefacente, la somma contante di 730 euro in banconote di vario taglio, ritenute provento dell’attività di spaccio.

Il giovane è stato quindi accompagnato in caserma, sottoposto a rilievi fotografici e dattiloscopici e dichiarato in arresto per l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio dello stupefacente. Su espressa disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica D.ssa Stefania Ciccioli, è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida ed il giudizio di rito, presso il Tribunale di Macerata, dove sarà accompagnato dai militari operanti e difeso dall’avvocato Nicola Piccinini del Foro di Macerata.

Lo stupefacente, il materiale ed i soldi sono stati invece sottoposti a sequestro e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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