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Macerata

Il paroliere dei big Piero Romitelli: «A livello creativo e artistico c’è grande aspettativa dopo questo difficile periodo»

Tra le circa 300 canzoni in gara per il prossimo Festival di Sanremo c'è anche un brano scritto dall'artista di Morrovalle. Il 17 dicembre Amadeus dovrebbe svelare i nomi degli artisti in gara

L'artista di Morrovalle Piero Romitelli

MORROVALLE – «Si è deciso di chiudere i teatri mentre questa estate si sono lasciate aperte le discoteche, quando nel primo caso penso si sarebbe potuto garantire maggiormente un distanziamento sociale grazie ai posti a sedere; alcune scelte del Governo credo abbiano fatto passare il nostro settore come inutile». La “provocazione” la lancia l’artista 34enne di Morrovalle (Mc) Piero Romitelli. Paroliere e autore di brani per tantissimi big del panorama della musica italiana, racconta la sua attività in questi mesi contrassegnati dal Covid-19 con l’augurio di “salire”, probabilmente a marzo, sul palco dell’Ariston di Sanremo dato che tra le 300 candidature c’è anche un suo brano.

«Il 17 dicembre Amadeus dovrebbe svelare i nomi dei protagonisti e le novità relative al Festival della canzone italiana che quest’anno, causa Covid e salvo ulteriori modifiche, dovrebbe andare in scena a marzo e non più a febbraio – racconta Romitelli -. Lo stesso Amadeus infatti ha sottolineato che un Festival senza pubblico non sarebbe lo stesso quindi cercheremo di capire cosa accadrà nei prossimi mesi a livello sanitario ed emergenziale. Tra le circa 300 canzoni in gara c’è anche un mio brano quindi incrociamo le dita e vediamo cosa accadrà».

Piero Romitelli con Marco Mengoni e con Loredana Bertè

«In questi mesi di pandemia per me, dal punto di vista lavorativo, non è cambiato molto perché ho quasi sempre lavorato da remoto dato che vivo a Morrovalle mentre la discografia italiana si trova a Milano – ha continuato l’artista 34enne -. Chiaro che è mancato un po’ quel contatto umano con l’artista che è importante, in alcuni momenti del progetto, avere».

In questi mesi come il Covid ha cambiato il tuo settore? «La questione più grave di questo settore non è tanto l’aspetto artistico quanto il voler “monetizzare” la figura dell’autore – ha spiegato Romitelli -. Parlo a titolo personale e credo che lo streaming, in tutto il mondo, umili un po’ la figura del compositore che invece vive di live e di concerti. In estate si è deciso di aprire le discoteche e successivamente si sono lasciati chiusi i teatri quando magari in quest’ultimo caso si sarebbe potuto garantire il distanziamento sociale dato che ci sono dei posti a sedere. Parlo in tal senso per il settore della musica ma per l’arte più in generale; credo che le scelte del Governo abbiano fatto passare il nostro mondo come inutile non considerando le tante persone che lavorano dietro a uno spettacolo o a un concerto che non sono solo gli artisti ma anche tutto il mondo dei tecnici, truccatori e molti altri».

In tutto ciò però c’è anche una nota positiva. «Forse è brutto dirlo ma credo che il virus, a livello creativo, “porterà beneficio” perché gli artisti sono costretti a stare in casa e se sei a casa prendi in mano la chitarra e interpreti, pensi e scrivi, suoni il pianoforte e componi – ha concluso Romitelli -. Tra un anno credo che vedremo delle idee belle uscire nel mondo dell’arte ma chiaro che c’è bisogno di investimenti e risorse importanti per fare poi un disco e organizzare un tour».