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Macerata

Parco dei Sibillini, a Visso pronta la nuova sede

La vecchia struttura era inagibile dal sisma del 2016. Il presidente Spaterna: «Questo simboleggia anche il senso di una ricostruzione che va avanti»

VISSO – «Per Visso e tutto il territorio è un segnale di speranza, perché il Parco continua a rappresentare un punto di riferimento, per gli enti locali e per le popolazioni di questi luoghi, la nuova sede simboleggia anche il senso di una ricostruzione che va avanti e procede». Non trattiene la gioia Andrea Spaterna, presidente del Parco dei Sibillini, raccontando come sarà la nuova sede dell’Ente.

Sono stati completati, infatti, i lavori per la realizzazione della nuova struttura nel pieno rispetto dell’ambiante. Un percorso partito il 9 settembre 2019 con l’approvazione del progetto e la successiva posa in opera della prima pietra. Dopo alcuni rallentamenti imposti dal Covid, ora la sede del Parco è pronta ed, entro fine mese, tutti gli uffici saranno trasferiti.

La nuova sede del Parco si sviluppa su una superficie di 700 metri quadri, ed è pensata per avere un impatto ambientale ridotto al minimo: tutti gli elementi costitutivi, infatti, potranno essere smontati e riutilizzati o riciclati poiché la struttura è comunque rimovibile. Anche per l’opera di contenimento, priva di cemento, si è ricorsi a interventi di ingegneria naturalistica che hanno previsto l’uso del legno e la messa a dimora di piante autoctone per favorire la stabilità del terreno. Con una classe energetica A3, la struttura rientra nella categoria “Energia quasi zero”, grazie a un’accurata coibentazione e all’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia destinata all’autoconsumo.

Il presidente Andrea Spaterna

«Un segnale di attenzione del Parco verso i valori ambientali, irrinunciabili in un’area protetta – conclude il presidente Spaterna -. Il sisma del 2016 ha reso inagibile la sede istituzionale dell’Ente, determinando la dislocazione degli uffici in altre strutture collocate tra Visso, Tolentino e Foligno, per poi riapprodare tutti a Visso in container messi a disposizione dal Comune, che non ci ha fatto mai mancare la sua vicinanza. Era fondamentale non solo che il Parco uscisse da quei container, ma che tornasse operativo e funzionale all’interno di una sede stabile, ben organizzata e di qualità, dove poter proseguire il nostro lavoro».