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Macerata

Ospedale unico a Macerata, Sborgia alla carica: «Riflettiamo su un modello di sanità che si è dimostrato vulnerabile»

Dopo che l'assessore regionale Sciapichetti aveva manifestato la volontà della Regione Marche di procedere, il sindaco di Camerino è intervenuto nuovamente chiedendo di «non prendere scelte affrettate»

Il sindaco di Camerino Sandro Sborgia

MACERATA – «Chiedo che ci si fermi un attimo a riflettere sulla validità di un modello di sanità che, alla luce dell’emergenza Covid-19, ha mostrato tutta la sua vulnerabilità». A parlare è il sindaco di Camerino Sandro Sborgia che torna sulla questione dell’ospedale unico alla Pieve a Macerata.

Sborgia, insieme al primo cittadino di Civitanova Fabrizio Ciarapica, era intervenuto qualche giorno fa sulla questione dopo che il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica aveva approvato lo schema per la realizzazione del nosocomio. I due sindaci avevano chiesto di concentrarsi sull’emergenza attuale dato che «l’ospedale unico può attendere».

L’assessore regionale Angelo Sciapichetti

Non si erano fatte attendere le considerazioni dell’assessore regionale Angelo Sciapichetti e del candidato sindaco del Pd a Macerata Narciso Ricotta. «L’ospedale provinciale è indispensabile e il progetto va avanti senza nessun tentennamento – aveva detto l’assessore Sciapichetti sui social -. Al fine di fugare ogni dubbio voglio precisare che la Regione (che insieme al comune di Macerata l’ha fortemente voluto) non ha nessuna intenzione di frenare o di fare passi indietro; la pandemia ha dimostrato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che per il nostro territorio la realizzazione dell’opera è ancor più necessaria. Non voglio alimentare nessuna polemica perché questo è il momento dei fatti e non delle chiacchiere inutili; mi astengo quindi dal commentare il fatto che ci sono rappresentanti di una certa parte politica o sindaco che ancora parlano di ospedale unico e non di ospedale provinciale».

Il candidato sindaco del Pd di Macerata Narciso Ricotta

«Questa drammatica emergenza che stiamo vivendo nulla toglie alla validità del Progetto di Ospedale Provinciale, al servizio del territorio intero – aveva aggiunto Ricotta -. Fa bene la Regione ad andare avanti, ancor più alla luce di questa emergenza sanitaria: se ci fosse stata quella struttura avremmo potuto reagire più tempestivamente sia dal punto di vista logistico che di posti letto di terapia intensiva. Nulla è cambiato rispetto alle valutazione fatte prima e questa vicenda del virus che stiamo vivendo; conferma semmai l’importanza di avere un Ospedale Provinciale di quelle dimensioni. Tutti gli altri argomenti per un ripensamento della struttura alla Pieve sono strumentali, argomenti che non hanno a cuore la funzionalità del servizio sanitario ma logiche campanilistiche».

Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi

Anche il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi era intervenuto sostenendo le tesi dei colleghi Sborgia e Ciarapica. «È fuori luogo o perlomeno incomprensibilmente precipitoso, alla luce di quanto sta avvenendo, accelerare la pratica della costruzione dell’Ospedale Unico alla Pieve di Macerata, dal momento in cui, proprio questa pandemia ha dimostrato, seppur ve ne fosse ancora bisogno, come è quanto siano risultate fondamentali le strutture periferiche del sistema sanitario, alcune delle quali debilitate o chiuse. Il Covid-19 dice chiaramente ai nostri amministratori regionali e nazionali di quanto ci sia bisogno di investire sulla sanità pubblica e quanto la stessa con le sue strutture possa e debba essere presente e funzionale nei territori tutti, anche quelli demograficamente meno importanti».

«Chiediamo che ci si fermi un attimo a riflettere sulla validità di un modello di sanità che, alla luce dell’emergenza Covid-19, ha mostrato tutta la sua vulnerabilità e fragilità come ci hanno dimostrato la Lombardia e il Veneto – le parole del sindaco di Camerino Sandro Sborgia -. Noi invece stiamo continuando ad affrontare il virus con gli ospedali diffusi e locali che sono importantissimi per il territorio. Che ci sia quindi un momento di riflessione perché qui non si tratta di affrontare solo un’emergenza sanitaria ma uno stravolgimento sociale, culturale ed economico che ci ha cambiati tutti profondamente: guardiamo cosa è successo alle case di riposo per anziani. La situazione è drammatica e non è accettabile che i medici debbano decidere chi salvare».

«In questo momento quindi non servono decisioni avventate ma abbiamo bisogno di ponderare bene ogni cosa e riflettere – ha aggiunto il sindaco di Camerino -. La sanità non è né di destra né di sinistra ma è di tutti; andare avanti senza tenere conto di ciò che è successo significa essere ciechi. Non scherziamo con il futuro della nostra società perché è in ballo la conservazione di un modello culturale che abbiamo costruito negli anni e che non ci possiamo permettere di perdere».