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Macerata

Dall’ospedale di Tolentino alla scuola di San Severino, ecco i prossimi passi della ricostruzione nel Maceratese

Dopo quattro anni sono diversi cantieri in allestimento. A Camerino si lavora per la sede provvisoria del Comune, a Ussita per ricostruire l'hotel Felycita

MACERATA – Una provincia che cerca di ripartire e lasciarsi alle spalle, dopo oltre quattro anni, alcune ferite del terremoto. Sono diversi i cantieri della ricostruzione che stanno prendendo vita in queste settimane, che si affiancano ad altri pronti a partire. Sicuramente una delle opere più importanti, visto anche l’investimento di 16 milioni, riguarda la ricostruzione dell’ospedale “San Salvatore” di Tolentino, il cui progetto esecutivo sarà presentato entro marzo. Da quel momento potranno partire tutte le operazioni per indire il bando di gara e cercare la ditta che dovrà occuparsi dei lavori, che dovrebbero essere avviati entro l’autunno.

Il nuovo ospedale di Tolentino

La struttura «un ospedale di nuova concezione» come è stato definito, vedrà la conferma di tutti i servizi sanitari finora erogati tra cui il Punto di primo intervento e il reparto dialisi, oltre a tutti gli ambulatori. Previsti anche 50 posti per la lungodegenza con linee di ossigeno e che consentiranno la cura di tutte le patologie intermedie. «Non meno importante – ha spiegato il sindaco Giuseppe Pezzanesi – sarà l’opportunità che prevede la possibile realizzazione, a fianco del nuovo ospedale, di una sede staccata dell’Asp per ospitare quei pazienti con maggiori difficoltà sanitarie che potrebbero vivere più tranquilli in una struttura posizionata al fianco dell’ospedale cittadino, usufruendo di una importante gamma di servizi sanitari. Anche su questo si sta lavorando con lungimiranza e massima attenzione».

A gennaio, grazie anche all’impegno della Regione che ha acquistato i moduli prefabbricati, Gianfranco Tombini ha potuto riaprire il suo bar self-service “Cotto e mangiato” a Frontignano di Ussita, proprio a ridosso degli impianti di risalita. Un primo passo che, in primavera, lo porterà prima a demolire e poi a ricostruire l’attività in cui ha investito tutta la sua vita: l’hotel Felycita, sempre nel piccolo borgo montano di Ussita.

A Pieve Torina, dopo che il 30 ottobre (nel quarto anniversario del sisma) è stato inaugurato il nuovo poliambulatorio, costruito con fondi assegnati dall’ordinanza 581 della Protezione civile (162mila euro, compresa la progettazione), in primavera dovrebbe essere completato il centro polifunzionale che Comune e Fondazione Rava stanno ricostruendo accanto alla scuola elementare.

Il centro polifunzionale di Pieve Torina
Il cantiere per la realizzazione del centro polifunzionale di Pieve Torina

Ripartito dopo oltre un anno di stop il cantiere per la ricostruzione dell’Istituto tecnico tecnologico “Divini” di San Severino, che il commissario Giovanni Legnini ha aggiudicato al raggruppamento classificato secondo nella graduatoria dell’appalto, che ultimerà i lavori in 150 giorni. «Le nuove scuole, importanti per San Severino, così duramente colpito dal sisma, – ha detto il commissario Legnini – saranno pronte per l’avvio del nuovo anno scolastico consentendo il rientro nell’istituto di 750 studenti e oltre 100 insegnanti». La ripartenza del cantiere, bloccato prima dal rinvenimento di alcuni reperti antichi, poi da un contenzioso tra le due imprese vincitrici, ha richiesto un anno di lavoro, consultazioni, incontri, con il coinvolgimento dell’Anac e di tutte le autorità preposte ai controlli, per giungere alla revoca dell’appalto originario e alla sua assegnazione al nuovo consorzio di imprese.

Sono stati consegnati in questi giorni, infine, i lavori del cantiere per la nuova sede provvisoria del Comune di Camerino, che sorgerà nell’ex area di Protezione civile nel quartiere Vallicelle che nei mesi scorsi è stata liberata dai container. «È un progetto a cui teniamo tanto che ospiterà tutti gli uffici comunali, attualmente dislocati in tre diversi edifici, garantendo una migliore logistica e maggiore funzionalità. L’opera – spiega il sindaco Sandro Sborgia – consentirà un importante risparmio di risorse, dal momento che il Comune non dovrà più affrontare la spesa relativa all’affitto dei locali destinati agli uffici (svariate decine di migliaia di euro l’anno). Inoltre la struttura rimarrà a disposizione della cittadinanza anche una volta terminati i lavori di ricostruzione e tornati nella sede comunale definitiva». La struttura, che si estende su un’area di 2.700 metri quadri, sarà finanziata con i fondi del sisma.