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Macerata

Omicidio di Rosy Carsetti. Il procuratore: «Morta per asfissia acuta»

Ad oggi gli inquirenti hanno sentito una ventina di persone, di cui gran parte tra conoscenti dell’anziana. A loro il capo della Procura, Giovanni Giorgio, ha espresso: «Sincero apprezzamento per la leale collaborazione prestata»

MACERATA – Una compressione sul torace che non sarebbe compatibile con le manovre di rianimazione, segni sul collo, sulla bocca e modeste lesioni in altre parti del corpo. Sono questi gli elementi fondamentali riscontrati ad oggi dal medico legale Roberto Scendoni dall’autopsia eseguita sul corpo di Rosina Carsetti, uccisa il 24 dicembre scorso nella sua villetta di Montecassiano.   

Il procuratore Giovanni Giorgio

Oggi il procuratore Giovanni Giorgio dopo aver vagliato la relazione preliminare depositata dal consulente, ha evidenziato come il decesso sia «conseguente ad una asfissia acuta da compressione delle vie aeree del collo e del mantice toracico, compatibile con un’azione di strozzamento, “ove frequentemente si rilevano strie ecchimotiche e lesioni escoriative da movimenti di reazione da parte della vittima”. A suffragio della suddetta modalità lesiva, vi sarebbe il riscontro, all’esame interno, della frattura di una componente della cartilagine tiroidea con infiltrato ematico bilaterale, unitamente alla presenza di petecchie nella mucosa laringea».
Nella sua relazione preliminare il medico legale ha precisato che «il meccanismo letifero asfittico si compendiava anche di una compressione/schiacciamento della gabbia toracica, di entità tale da determinare la frattura di multipli elementi costali – di destra e di sinistra – e impedendo in tal modo una corretta ventilazione polmonare da parte della vittima», aggiungendo a ciò che è stata riscontrata la presenza anche di modeste lesioni in altre parti del corpo.

Per quanto riguarda un altro aspetto, fondamentale ai fini della ricostruzione di ciò che è avvenuto nella villetta di via Pertini a Montecassiano il pomeriggio del 24 dicembre scorso, ovvero l’orario del decesso, come anticipato ieri, il medico legale avrebbe individuato il range tra le 16.30 e le 18.30. Il procuratore ha poi ribadito che «non è affatto vero che la signora Carsetti sia stata “pestata a sangue” per poi morire. L’Ufficio è impegnato nello svolgimento di tutte le indagini ritenute necessarie per ricostruire esattamente quanto accaduto nella notte del 24 dicembre all’interno dell’abitazione ove abitava anche la Carsetti. Sinora sono state sentite circa 20 persone informate sui fatti, di cui gran parte tra conoscenti dell’anziana. Esprimo sincero apprezzamento – ha evidenziato il procuratore Giorgio – per la leale collaborazione prestata, a testimonianza del diffuso senso civico che caratterizza la popolazione del maceratese. Sono in corso accertamenti tecnici di natura informatica e di natura scientifica (delegati al personale specializzato del Ris di Roma), dopo quelli svolti nell’immediatezza dei fatti dai carabinieri di Macerata e di Ancona. Sta collaborando all’attività investigativa anche il personale della Guardia di Finanza di Macerata. Nel corso della prima ispezione dell’immobile dove abitava la Carsetti, cui hanno partecipato in data 29 dicembre lo scrivente ed il collega Vincenzo Carusi, designato per le indagini, i due indagati presenti hanno reso a verbale, in presenza dei loro difensori di fiducia (gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, ndr), spontanee dichiarazioni circa quanto accaduto – in loro presenza – nel tardo pomeriggio del 24 dicembre».