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Macerata

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Macerata, omicidio di Pamela Mastropietro: a gennaio il processo in Cassazione

Il nigeriano Innocent Oseghale comparirà dinanzi ai giudici della Prima sezione penale. Il 16 ottobre del 2020 la Corte di Assise di Appello di Ancona confermò la sentenza di primo grado: ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi

Innocent Oseghale
Innocent Oseghale

MACERATA – Il prossimo 14 gennaio il procedimento a carico di Innocent Oseghale, il nigeriano 33enne accusato di aver violentato, ucciso e fatto a pezzi la 18enne romana Pamela Mastropietro, approderà dinanzi ai giudici della Prima sezione penale della Cassazione. A presentare il ricorso erano stati i difensori dell’extracomunitario, gli avvocati Umberto Gramenzi e Simone Matraxia, dopo che la Corte d’Assise di Appello di Ancona il 16 ottobre dello scorso anno aveva confermato la condanna di primo grado, ovvero l’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi.

Anche in secondo grado i giudici avevano riconosciuto il nigeriano colpevole di tutti i reati che la Procura di Macerata gli aveva contestato all’epoca dei fatti. Secondo la ricostruzione accusatoria il 30 gennaio del 2018 Oseghale, dopo aver fatto salire Pamela nella sua abitazione in via Spalato al civico 124 (la ragazza si era allontanata il giorno prima dalla comunità Pars di Corridonia), avrebbe prima abusato di lei mentre era sotto l’effetto di eroina poi, quando la giovane si era ripresa, sarebbe scoppiata una discussione culminata con l’omicidio. Il nigeriano avrebbe sferrato due fendenti all’altezza del fegato per poi fare a pezzi il corpo. I resti della 18enne vennero ritrovati l’indomani alle 9 a Casette Verdini all’interno di due trolley abbandonati sul ciglio della strada.

Oseghale aveva sempre rigettato le accuse, sia di omicidio sia di violenza sessuale. Per la difesa Pamela sarebbe morta non per le coltellate (a dire dei legali troppo superficiali e dunque compatibili con l’azione di depezzamento del cadavere, ndr) ma per un’intossicazione acuta da sostanze stupefacenti, invece in merito alla violenza sessuale, Oseghale aveva sempre sostenuto che il rapporto fosse consenziente. Ricostruzioni, queste, non condivise né dai giudici di primo grado né dai colleghi dorici. Per la Corte di Assise di Appello il movente dell’omicidio sarebbe stato proprio la violenza sessuale: «Il dissenso che Pamela ha manifestato ha così determinato la reazione violenta di Oseghale, che ha inferto le due coltellate letali alla ragazza», avevano scritto i giudici nelle motivazioni. Il prossimo 14 gennaio, dunque, i magistrati della Prima Sezione penale saranno chiamati a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla difesa del nigeriano.

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