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Macerata

Nuova discarica provinciale, il sindaco Bravi dice no: «Le aree individuate a Recanati non sono idonee»

Dopo l'approvazione del Piano d'ambito dei rifiuti, il primo cittadino torna a ribadire la sua contrarietà alla nuova discarica. «La battaglia non è finita»

Sindaco di Recanati

RECANATI – Aveva provato a chiedere un rinvio a lunedì prossimo per permettere al comitato ristretto del Cosmari di affrontare gli argomenti relativi alla nuova discarica in un incontro già programmato. Ma il sindaco di Recanati, Antonio Bravi, si è trovato di fronte al “no” della maggioranza dei sindaci del territorio, convocati ieri a Macerata, per la riunione dell’Assemblea territoriale d’ambito (Ata)che poi ha approvato il nuovo Piano provinciale dei rifiuti.

Ora il primo cittadino torna a ribadire il suo di “no” alla possibile realizzazione della nuova discarica provinciale nel Comune leopardiano. Se, infatti, nel Piano è previsto il prolungamento dell’apertura delle discarica di Cingoli per i prossimi mesi, resta ancora aperto il nodo per la costruzione della nuova discarica dal 2023. «Purtroppo, approvando il Piano d’ambito l’Assemblea ha di nuovo approvato anche lo studio per l’individuazione della nuova discarica che a Recanati abbiamo già impugnato con un ricorso al Tar, senza tenere conto degli ulteriori sviluppi legati agli approfonditi elaborati tecnici che noi e i Comuni interessati abbiamo inviato alla Provincia, in base alla procedura concordata. – commenta il sindaco Bravi -. Se possiamo dare una certezza è quella che dai nostri importanti dossier presentati risulta chiaramente che tutte le 14 aree individuate nel Comune di Recanati non sono idonee all’ubicazione di una discarica. La battaglia non è finita ma nonostante l’approvazione del Piano d’ambito siamo sicuri di scongiurare il pericolo in virtù delle nostre peculiarità territoriali di alto valore ambientale, culturale e turistico riconosciute in tutto il mondo». 

Il Comune di Recanati, infatti, lo scorso anno ha presentato ricorso al Tar Marche per l’annullamento della delibera di localizzazione dei siti da destinarsi a discarica e «depositato successivamente nuovi e più approfonditi documenti che rendono sempre più palese l’evidente erroneità dello studio preliminare realizzato dal Piano d’Ambito – conclude Bravi – per la imprecisa e parziale applicazione dei criteri localizzativi sul territorio recanatese».