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Macerata

Musicultura, «Il primo anno senza Piero». A Macerata «dopo l’emergenza torniamo ai live con il pubblico»

Appuntamento dal 24 al 29 agosto, con serate finali allo Sferisterio. La conduzione sarà affidata a Enrico Ruggeri. Tra i primi nomi annunciati degli ospiti ci sono Asaf Avidan, Francesco Bianconi, Salvador Sobral, Tosca, Bandakadabra, Flavia Mastrella e Antonio Rezza, Walter Veltroni e Giovana Cristina Vivinetto

Da sinistra Stefania Monteverde, Romano Carancini ed Ezio Nannipieri

MACERATA – «Sarà la prima edizione senza Piero ma, come si dice spesso, ‘andiamoci a giocare questa partita’ perché tra il tutto il niente c’è quello che sappiamo fare».

Non poteva scegliere un augurio migliore Ezio Nannipieri, direttore artistico di Musicultura, succeduto al compianto Piero Cesanelli nella direzione del festival della canzone popolare e d’autore che arriverà a Macerata dal 24 al 29 agosto. Un festival che dovrà affrontare, come ogni manifestazione pubblica, le stringenti norme anti-contagio relative all’emergenza sanitaria ma che ha deciso di esserci, anche quest’anno, il primo anno senza Piero Cesanelli.

Asaf Avidan, Francesco Bianconi, Salvador Sobral, Tosca, Bandakadabra, Flavia Mastrella e Antonio Rezza, Walter Veltroni e Giovana Cristina Vivinetto sono i primi nomi ufficiali degli ospiti della 31esima edizione di Musicultura annunciati questa mattina, 6 luglio, all’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata.

Dal 24 al 29 agosto, nel centro storico della città, ci saranno gli appuntamenti de La Controra mentre il 28 e 29 agosto si aprono le porte dello Sferisterio per la due serate finali che decreteranno il vincitore di questa particolare edizione del 2020. Si conferma la scelta, alla conduzione, del mattatore Enrico Ruggeri che negli ultimi anni ha saputo tenere il palcoscenico e coinvolgere il pubblico di Musicultura, pubblico al quale gli organizzatori non hanno voluto rinunciare.

Un momento del saluto del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli

«La Regione Marche non poteva mancare in termini di militanza nei confronti della cultura – il saluto del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli che è voluto essere presente in collegamento video -. Per noi è importante sostenere la cultura sempre e soprattutto nei momenti di rilancio e Musicultura ci trasmette il desiderio di voler tornare alla normalità. Il festival, che quest’anno vede un passaggio di testimone importante, è la perfetta espressione di una Regione che crea valori importanti; noi ne siamo davvero orgogliosi».

«Sarà la prima edizione senza Piero (seduta oggi in prima fila la moglie Paola, ndr.) – ha aggiunto il direttore artistico Nannipieri -. Sarà poi l’ultima stagione che condivideremo, a livello istituzionale, con il sindaco Carancini e con l’assessore Monteverde e sarà una manifestazione che non arriva in un anno semplice. Però ‘ci andiamo a giocare la partita’ perché tra il tutto il niente c’è ciò che sappiamo fare».

«Il cuore di quella sala dello Sferisterio (che sarà inaugurata venerdì pomeriggio, ndr.) è intitolato a Piero e questo credo sottolinei il significato più profondo di cosa rappresenta lui per Macerata e per tutti noi – le parole del sindaco Romano Carancini -. Quella di quest’anno è un’occasione particolare che mette insieme inizio e fine e che segna il passaggio degli oltre 15 anni trascorsi da quando Musicultura, da Recanati, è arrivata a Macerata».

«Credo che non si possa raccontare Macerata senza Musicultura; un festival sul quale abbiamo sempre deciso di investire – ha aggiunto il primo cittadino -. Un percorso cittadino che non solo riduce le distanze ma che dà anche la possibilità di stare insieme e di produrre dando spazio e investendo sul futuro e quindi sui giovani; l’augurio è che questa edizione di agosto rappresenti un’occasione per nuovi angoli di tempo da scoprire».

Un momento della conferenza stampa con sullo sfondo un video-ricordo di Piero Cesanelli

«In questi mesi difficili – ha aggiunto Nannipieri – abbiamo sempre cercato di mettere in atto delle prove tecniche di normalità che sono poi diventate dei momenti speciali in momenti davvero difficili. Le audizioni in un Teatro Lauro Rossi “vuoto” o i due concerti a Recanati seguiti da oltre 300mila spettatori in streaming; mancava però il pubblico dal vivo e oggi siamo qui a festeggiare il ritorno delle canzoni nel loro alveo originale privilegiando la bellezza e la qualità del live».

«Dentro questa crisi poniamo le basi per un rilancio della cultura che è passione, lavoro e crescita – ha aggiunto l’assessore alla cultura di Macerata Stefania Monteverde -. Musicultura negli anni è diventata un pilastro della città e l’idea di poter dare vita a questo importante festival, seppur dopo circa due mesi rispetto al previsto, per tutti noi è un grande orgoglio e una grande soddisfazione. Sulla cultura abbiamo deciso di investire per riprendere, per rinascere e per rilanciare il lavoro dello spettacolo del vivo».

Il critico musicale Stefano Bonagura ha infine voluto sottolineare quanto sia importante, in questo particolare momento, «cogliere l’occasione che viene data al mondo della musica. Serve infatti una legge sullo spettacolo che è lì, pronta, a stralci ma che non è mai stata studiata e approvata. Oggi c’è un sentimento di unità tra gli artisti e dobbiamo cogliere questa grande occasione che, per noi, è irripetibile».