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Macerata

«Matteo Salvini, cosa hai fatto?»: lo sfogo di Verni sull’intervento del leader leghista

L'amarezza dello zio di Pamela Mastropietro in un accorato post su Facebook. «Perché non hai fatto riecheggiare il nome di Pamela in quella città i cui fatti rappresentano un qualcosa di indimenticabile nella memoria collettiva?»

Matteo Salvini insieme al candidato sindaco Sandro Parcaroli

MACERATA – «Matteo, cosa hai fatto?». Lo chiede più volte l’avvocato Marco Valerio Verni a Matteo Salvini dopo aver appreso le parole pronunciate dal leader della Lega nel suo intervento, giovedì sera, sul palco allestito in piazza Mazzini a Macerata.

L’avvocato Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro

Verni è anche lo zio di Pamela Mastropietro, la ragazzina di 18 anni uccisa e fatta a pezzi a Macerata due anni e mezzo fa. Sul suo profilo Facebook l’avvocato è intervenuto per chiedere a Salvini perché abbia sottaciuto la barbarie compiuta sulla nipote: «Ieri sei stato a Macerata, nella città dove il 30 gennaio 2018 è stata violentata, uccisa, depezzata chirurgicamente, disarticolata, scuoiata, scarnificata, esanguata, asportata di tutti i suoi organi, lavata con la candeggina, messa in due trolley ed abbandonata sul ciglio di una strada, una ragazzina di appena 18 anni. Questo fatto, compiuto da un nigeriano, irregolarmente presente sul territorio italiano, che ha costituito un unicum nella storia della criminologia mondiale degli ultimi 50 anni, ha scosso l’opinione pubblica, nazionale ed internazionale. Ha disvelato un mondo sommerso che, fino a quel momento era stato evidentemente ignorato, portando all’arresto “collaterale” di decine e decine di persone. Ha permesso di rompere, o comunque di dare un duro colpo, al tabù sulla mafia nigeriana».

Pamela Mastropietro

Ancora, rivolgendosi al leader della Lega: «Hai visto le fotografie del corpo martoriato, quando siamo venuti presso gli uffici del Ministero di cui eri titolare. Ebbene, perché ieri, appunto, hai parlato genericamente di “casini” e “sparatorie”, finendo così, direttamente o indirettamente, a derubricare quei demoniaci accadimenti quasi al livello di schiamazzi notturni sotto ad un condominio?» .

«Perché – continua l’avvocato – non hai fatto riecheggiare il nome di Pamela in quella città i cui fatti, volenti o nolenti, rappresentano un qualcosa di indimenticabile nella memoria collettiva, sotto ogni profilo? Remore di dare importanza a dei fatti che, per alcuni, sono decisamente scomodi? Ti ho appoggiato, difeso e, in maniera sempre costruttiva, anche criticato quando, a mio giudizio, stavi sbagliando o esagerando. Ma qui hai toccato una questione umana, che mi riguarda personalmente. Credo sia lecito, dunque, con molta incredulità ed amarezza, domandarti, da politico che aspira a governare una nazione e, prima ancora, da uomo, ancora una volta: come hai fatto?».