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La presidentessa di Marche a Rifiuti Zero: «Educazione nelle scuole: queste le ricette per un mondo più pulito»

Il punto sui temi ambientali da parte di Sabrina Petrucci: «Bisogna mettere in atto comportamenti virtuosi. È inutile andare alle manifestazioni contro i cambiamenti climatici se poi si cambia un telefonino all'anno»

Marche a rifiuti Zero
I volontari di Marche a Rifiuti Zero con il presidente Sabrina Petrucci

Sabrina Petrucci presiede l’associazione Marche a Rifiuti Zero, attiva in tutto il territorio regionale per iniziative volte alla tutela dell’ambiente. La realtà aderisce al progetto internazionale Zero Waste, nato negli Stati Uniti e poi diffusosi in Europa per combattere il fenomeno degli sprechi e l’eccesso dei rifiuti, e svolge un’intensa attività di volontariato attraverso campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nelle città di tutta la Regione.

Pietrucci, qual è l’attività di Marche Rifiuti Zero?
«L’associazione si occupa di ambiente e rifiuti. Lavoriamo con i Comuni per aiutarli a ridurre il ciclo della spazzatura, con l’obiettivo finale che solo il 10% di essa arrivi in discarica. Specie nel Piceno, abbiamo attivato molti sportelli, organizzato campagne nelle scuole per educare gli studenti a questi temi. Inoltre, e questa è una cosa molto importante, c’è una rete di esercizi commerciali, tra bar, ristoranti e locali che hanno aderito alla nostra rete: l’iniziativa prevede che non si utilizzino oggetti usa e getta, piatti di plastica, posate e stoviglie monouso».

Il tema ambiente ha avuto un ottimo riscontro negli ultimi anni: c’è anche più attivismo?
«È vero che molti si preoccupano, però manca ancora la parte costruttiva. Nascono molti comitati di protesta, contro le discariche ad esempio, però poi bisognerebbe lavorare sulle soluzioni. Anche noi abbiamo lottato contro le discariche, ma abbiamo sempre posto l’alternativa. Perché c’è ancora tanta inciviltà?.
Se non c’è un’informativa chiara, la gente cerca la scorciatoia. Poi, è chiaro che i comuni più piccoli possono incontrare alcune difficoltà nel trasportare gli ingombranti e possono passare alcune settimane dalle richieste: ma bisogna pazientare. E poi è importante la cultura, che deve partire dai ragazzi, attraverso una raccolta differenziata corretta. Bisogna insegnare alle persone che se si vuole trovare pulito, si deve mantenere l’ambiente come tale. Infine è importante insistere sull’obsolescenza programmata».

I giovani sentono molto il tema dell’ambiente?
«È vero che, negli ultimi anni, con il movimento ‘Friday for future’ molti si sono interessati alla causa ambientale: ma bisogna mettere in atto comportamenti virtuosi. È inutile andare alle manifestazioni contro i cambiamenti climatici se poi si cambia un telefonino all’anno. Poi, certo, ci sono molti giovani che fanno volontariato e che ammiro».