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Macerata

Macerata, l’Università ha la sua fermata del treno: «Contributo alla qualità della vita degli studenti e del territorio»

Il sindaco Carancini: «La decisione di non far arrivare l’autostrada nelle aree interne ha un po’ penalizzato quei luoghi e anche la nostra città; oggi le nuove tecnologie e le nuove ambizioni ci devono portare a migliorare»

Il taglio del nastro per la nuova fermata della stazione Macerata-Università

MACERATA – Taglio del nastro questa mattina a Macerata per la nuova fermata del treno con la stazione “Macerata-Università” in contrada Vallebona. Presenti il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il rettore dell’Unimc Francesco Adornato e il sindaco di Macerata Romano Carancini.

La nuova fermata della stazione Macerata-Università

«Oggi abbiamo portato a termine un’opera che all’inizio del mandato sembrava impossibile – ha detto l’assessore regionale Angelo Sciapichetti -. L’abbiamo realizzata grazie alla caparbietà di tutte le istituzioni coinvolte: Regione, Unimc, tecnici di Rfi e Trenitalia e abbiamo dato una risposta in termini concreti a migliaia di studenti che avevano necessità di questa fermata. Quindi mi pare che sia un altro piccolo passo verso una città che cresce e che sta andando avanti».

«La presenza degli studenti è vivificatrice in questa città e porta vitalità – le parole del rettore Unimc Francesco Adornato -. Una infrastruttura come questa stazione si rivela assolutamente importante sul piano generale perché mette in moto una comunità di 5 mila persone e da qui, in otto minuti, è possibile arrivare in centro. E poi significa anche sostenibilità ambientale. Una cosa di cui siamo orgogliosi perché abbiamo contribuito alla qualità della vita dell’Università di Macerata a conferma che l’Università è importante».

La nuova fermata

«L’inaugurazione della stazione Macerata-Università è considerata come una utilità per gli studenti, per la stessa città e per il rione Vergini – ha detto il sindaco Romano Carancini -. Oggi deve essere considerato come un punto di partenza e si può dire che la mobilità, soprattutto quella di qualità come il treno, può stravolgere la vita delle persone e noi dobbiamo recuperare 70 anni di ritardi sulle infrastrutture. La decisione di non far arrivare l’autostrada nelle aree interne ha un po’ penalizzato quei luoghi e anche il capoluogo di Macerata; oggi le nuove tecnologie e le nuove ambizioni ci devono portare a migliorare questo elemento perché ne abbiamo le condizioni».