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Macerata

Macerata, truffe in serie all’Ufficio Anagrafe. Nei guai una dipendente comunale, sequestrati 45mila euro

La donna, dipendente dal 2007, è stata scoperta grazie a un'indagine interna della Polizia locale dopo la segnalazione di un cittadino su Facebook

Al centro il comandante Danilo Doria, con gli assessori Renna e Caldarelli e il segretario comunale Massi

MACERATA – Una dipendente dell’Ufficio Anagrafe è stata denunciata per una serie di truffe ai danni dei cittadini che si rivolgevano allo sportello per rinnovare la carta di identità. La donna, 59enne originaria di Civitanova e dipendente del Comune di Macerata dal 2007, infatti, secondo quanto è stato ricostruito dalle indagini interne chiedeva 27,37 euro al posto dei 22,21 previsti.

Una truffa che andava avanti dal 2016 e che le avrebbe fruttato circa 50mila euro. Le indagini sono state avviate ad aprile scorso dalla Polizia locale, dopo la segnalazione di una donna attraverso un post su Facebook intercettato dall’assessore Paolo Renna, di cui poi è stato informato il comandante Danilo Doria che ha fatto partire gli accertamenti.

La dipendente comunale ripresa dalle telecamere interne mentre prende i soldi da un cittadino

La Polizia locale, dopo aver contattato gli utenti che avevano segnalato il fatto, ha avuto la concretezza delle varie denunce e ha avviato le indagini sotto il coordinamento del sostituto procuratore Enrico Riccioni. Ciò ha permesso di verificare e accertare una serie di truffe che venivano compiute dalla dipendente. Ieri mattina 10 settembre la Polizia locale, coordinata dalla Procura, ha proceduto alla notifica degli atti e alle attività di sequestro e perquisizione di tutti gli elementi utili presenti all’interno dell’Ufficio Anagrafe. Gli inquirenti hanno anche effettuato il sequestro preventivo della somma di 45mila euro quale presunto profitto del reato.

«Il 26 aprile mi sono imbattuto nella segnalazione di una cittadina che dichiarava di aver pagato più di 50 euro per il rinnovo di due carte di identità – ha spiegato Renna -. Visto che conoscevo la persona, l’ho contattata e mi sono fatto raccontare l’accaduto di cui poi ho informato il comandante della polizia locale». Da quella prima segnalazione sono partite le indagini all’interno dell’ufficio, dove sono state installate anche delle telecamere. «Per il rinnovo della carta di identità elettronica vengono richiesti 22,21 euro, salvo casi eccezionali previsti per legge (smarrimento o duplicato) in cui vengono richiesti 5,16 in più, per un totale di 27,37 euro» ha spiegato il comandante Doria. E sono proprio questi 5,16 euro in più che venivano fatti pagare in contanti che finivano nel portamonete della dipendente e «dal 2016 a oggi – secondo quanto accertato dalle indagini – il provento delle truffe è di 50.081 euro». Per questo l’assessore Renna e il comandante Doria invitano chiunque sia stato truffato a rivolgersi alla polizia locale.