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Macerata

Macerata, sperimentazione sulle mense scolastiche. Le opposizioni danno battaglia: «Un taglio alla qualità»

Dure critiche dai consiglieri Stefania Monteverde e Alberto Cicarè sulla decisione della giunta: «Una scelta politica fatta solo per risparmiare soldi»

MACERATA – «Al nostro gruppo non sembra una scelta lungimirante, ma un taglio della qualità dei servizi pubblici e una drammatica riduzione del lavoro del personale di cucina». Piovono le critiche sulla giunta dopo la decisione di avviare la sperimentazione in cinque plessi scolastici dove, da dopo Pasqua, alcuni piatti (il condimento del primo e il secondo) saranno trasportati da mense di altre scuole più grandi. La prima a puntare il dito contro questa scelta è l’ex assessore alla scuola, Stefania Monteverde, oggi capogruppo della lista di opposizione Macerata Bene Comune che si chiede come sia possibile che nel pieno di una pandemia «siano queste le priorità del sindaco?».

«Se fino a poche settimane fa dicevano “nulla è stato deciso”, ora invece hanno deciso: i pasti trasportati ci saranno nelle scuole di infanzia e primaria di Sforzacosta, via Pace, Ercole Rosa, via Mameli – aggiunge -. E così questi bambini avranno un servizio mensa diverso dalle altre scuole: il secondo e il contorno saranno preparati in un’altra cucina esterna e poi trasportati con i furgoncini della ditta esterna che vincerà l’appalto».

Stefania Monteverde, capogruppo della lista Macerata Bene Comune

Una scelta che la consigliera ribadisce essere basata solo su un mero calcolo economico. «L’assessore Cassetta ritiene davvero che sia una “qualità maggiore” ridurre le cucine interne delle scuole? – aggiunge Monteverde – Dica invece il vero motivo di questa scelta, quello che la giunta ha scritto nero su bianco sulla delibera del 24 febbraio 2021 “Piano per il reperimento di nuove risorse finanziarie”, dove la questione mense si chiama “razionalizzazione” o anche “spese non obbligatorie, potenziali risparmi, tagli di spesa”. Questa è “una riorganizzazione lungimirante”? A noi sembra il primo passo dello smantellamento delle MenseVerdiBio, il sistema di qualità che fino ad oggi è stato un’eccellenza di Macerata».

Critico anche il consigliere Alberto Cicaré (Strada Comune – Potere al popolo) che sottolinea anche la mancanza di coraggio da parte del sindaco Parcaroli nel condividere questo percorso con la città. «I servizi di cucina per 5 scuole verranno svolti in altri plessi scolastici, e i pasti verranno trasportati di gran carriera verso gli istituti frequentati dai figli di un dio minore – commenta -. E’ una decisione, alla fine. Una scelta politica che spiega una visione dei servizi pubblici: si risparmiano soldi. Se ne assumono la responsabilità di fronte ai cittadini, soprattutto rispetto alle tante famiglie i cui figli frequentano gli istituti di secondo livello. Peggiore è stato il tentativo di far passare sotto silenzio questa riorganizzazione. E’ da dicembre che più o meno era tutto deciso, con le scelte gestionali, con la programmazione degli spostamenti di personale. Come se fossero alla guida di un’impresa che fa business, non con un servizio pubblico. E’ legittimo prendere decisioni anche difficili e impopolari – conclude il consigliere -, ma è necessario passare attraverso un percorso di informazione e di partecipazione. Qui c’è stata ambiguità e chiusura all’ascolto. I cittadini avranno un elemento in più per giudicare».

Alberto Cicarè, capogruppo della lista Strada Comune – Potere al popolo