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Macerata

Macerata punta sulla sicurezza. Il viceministro Mauri: «Occorre riscoprire la comunità»

Matteo Mauri in città per sottoscrivere due protocolli che mettono in campo progetti sul territorio. Tra i presenti anche il Prefetto Iolanda Rolli e il sindaco Romano Carancini

Da sinistra Mirko Mattiaci, vice comandante dei vigili del fuoco; il colonnello Amedeo Gravina, comandante della Guardia di Finanza; il questore Antonio Pignataro; il prefetto Iolanda Rolli; il vice ministro Matteo Mauri; il sindaco di Macerata Romano Carancini, l'assessore Mario Iesari; il colonnello Michele Roberti, comandate della Compagnia dei carabinieri

MACERATA – Sottoscritti oggi, giovedì 23 luglio, presso la Prefettura di Macerata, alla presenza del vice ministro dell’Interno Matteo Mauri, i due protocolli sulla sicurezza e sulla videosorveglianza.

«Il Comune di Macerata in questi anni ha molto lavorato sul controllo del territorio e sulla sicurezza – ha spiegato il prefetto Iolanda Rolli in partenza per Reggio Emilia -. Sicurezza che può essere fornita anche da queste strumentazioni moderne. Implementarla in modo così significativo e avere anche la possibilità di avere dei collegamenti con la sala operativa della Questura e con il Centro Nazionale significa poter dare al territorio comunale una maggiore sicurezza e una maggiore tranquillità. L’auspicio è che ulteriori passaggi vengano fatti in futuro sulla base di quello che il sindaco e l’assessore Iesari hanno già in progetto e allo studio».

«Che il vice ministro sia voluto venire in provincia e sul territorio per suggellare un passaggio che per noi è particolarmente rilevante sulla sicurezza urbana è un motivo di grande soddisfazione e dà la misura della sensibilità del Governo su questo tema – ha detto il sindaco Romano Carancini –. Oggi stipuliamo un accordo unico sul territorio: un progetto dinamico che coinvolgerà dal punto di vista della video sorveglianza tanti comuni non solo della provincia di Macerata. Non posso non fare un saluto al prefetto che oggi compie due anni di lavoro in Provincia. Tra pochi giorni se ne va e le esprimo le congratulazioni per il risultato; ha lavorato molto bene, ci siamo confrontati schiettamente con molta realtà e ha dimostrato di essere molto capace perché è diventata maceratese nel suo modo di essere, di operare e di affrontare i vari problemi e questo non è scontato. Se ne va un pezzo importante della città che ha affrontato uno dei periodi più difficili per Macerata. Ora siamo in piedi ma questa è una città che deve continuare a rialzarsi soprattutto dopo quello che abbiamo passato».

Da sinistra il prefetto Iolanda Rolli, il vice ministro Matteo Mauri e il sindaco di Macerata Romano Carancini

«Mi fa piacere essere qui per suggellare la firma dei due protocolli: quello relativo alla sorveglianza e quello relativo alla sicurezza – ha aggiunto il vice ministro Mauri che si è complimentato con il prefetto Rolli per lo straordinario lavoro fatto -. La sicurezza, che è un bene comune e primario, si raggiunge in modi diversi: sicuramente con la repressione e con l’aiuto delle forze dell’ordine ma anche costruendo condizioni di socialità, di mutualità e di condivisione. La sicurezza è strettamente legata alle condizioni sociali e da come intendiamo i rapporti con gli altri e da come le istituzioni sono in grado di costruire comunità. Tutti questi protocolli hanno questo obiettivo: il tema della sicurezza urbana integrata. In questo modo si può garantire la tranquillità ai cittadini e devo dire che spesso su questo si giocano partite politiche che non sono basate su numeri fatti e realtà, ma su percezioni. Faccio l’esempio del fatto che in provincia di Macerata tra il 2015 e il 2019 i delitti sono diminuiti del 27% e i furti sono calati del 50%: bisogna ricostruire i dati di realtà con la percezione per un senso di verità ma anche nell’interesse dei cittadini. Fare un lavoro serio come si sta facendo e alimentare un racconto diverso fa il bene della sicurezza e dei cittadini».

«Qui a Macerata il prefetto Rolli ha vissuto uno dei momenti più difficili per la città – ha continuato il vice ministro Mauri -. Qui si è sommato dramma a dramma. Quello del sisma, quello del covid e quello che è successo qualche anno fa e ha sconvolto completamente la comunità: l’omicidio di Pamela il far west che qualcuno ha voluto scatenare in città, la campagna politica che si è voluta costruire. Queste sono ferite che rimangono in profondità se non si lavora per rimarginarle. Io penso che il lavoro sia andato in quella direzione; possiamo dire che c’è una città che ha riassorbito quel trauma e lo ha elaborato».

Il vice ministro ha poi partecipato all’inaugurazione della nuova Sala Operativa della Polizia locale in viale Triste.

Il taglio del nastro della nuova Sala Operativa della Polizia locale in viale Tristea Macerata


«Ottantaquattro telecamere con presenza fissa, nuovi monitor con una dislocazione dimostrativa per una osservazione diretta dei vari accadimenti, la presenza costante di un operatore, un’ulteriore postazione per motivi di privacy e l’aumento delle telecamere Ocr in entrata e in uscita della città sono alcuni degli elementi principali della nuova Sala Operativa – ha commentato il comandante della Polizia locale del capoluogo Danilo Doria -. Una Sala molto versatile – tanto che possono arrivare fino a sei gli operatori che lavorano contemporaneamente – che punta gli occhi sui maggiori punti di interesse della città».

«Si agisce quindi con maggiore tempestività ed è possibile ricostruire il percorso completo di un veicolo – ha aggiunto il vice comandante Maura Castellucci – Lo stesso controllo delle auto senza revisioni è aumentato dell’800%».

«Oggi suggelliamo un lavoro profondo iniziato con la delibera del 28 novembre del 2016 – ha spiegato il sindaco Carancini -. Un lavoro di squadra – con in testa l’assessore Iesari – che non guarda solo all’aspetto della video sorveglianza ma anche alla prevenzione; siamo andati sul territorio a incontrare persone e le fasce sociali deboli e abbiamo compiuto un lavoro certosino per tutta la provincia».

«Un’ottima espressione del lavoro di integrazione tra cittadini, istituzioni e corpi intermedi – ha concluso il vice ministro Mauri -. La fiducia si costituisce mostrandosi all’altezza della situazione e la sicurezza, percepita come bene comune, si costruisce tutti insieme dimostrando di essere un punto di riferimento per l’intero territorio».