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Macerata

Macerata, la pandemia non si ferma. L’Ordine dei medici: «Covid-center tutela importante»

Romano Mari avverte sulla probabile impennata di ricoveri in terapia intensiva che affronteremo tra un paio di settimane. Sull'ospedale di Civitanova: «Se dovese servire a pieno regime siamo preparati»

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MACERATA – «Il numero dei contagiati è in aumento e tra 15 giorni dobbiamo attenderci un aumento dei casi nelle rianimazioni; in questo clima dobbiamo capire che tutto ciò che possiamo mettere in campo è cosa buona».

A dirlo è il presidente dell’Ordine dei Medici di Macerata, il dottor Romano Mari, che ha fatto il punto della situazione in Provincia in relazione all’emergenza sanitaria. Il Servizio Sanità della Regione Marche oggi ha registrato 122 nuovi casi di Covid-19 in provincia di Macerata.

«Al momento stiamo attraversando un momento particolare e difficile e dobbiamo essere coscienti che il virus non è ancora scomparso ed è tra noi; fino all’arrivo del vaccino dobbiamo essere molto prudenti e attenti – ha sottolineato il Presidente -. C’è infatti una recrudescenza dell’infezione che si diffonde in maniera diversa e anche a livello di percezione sentiamo che il virus è più diffusivo nonostante dal punto di vista clinico non abbiamo, ora, una grande criticità. Il numero degli infetti però aumenta a in tal senso, da qui a 15 giorni, dobbiamo attenderci una implementazione di quelli che sono i casi nelle rianimazioni come potrebbero purtroppo registrarsi, come sta già avvenendo, decessi di quelle persone fragili e affette da altre patologie che contraggono il virus».

«In questo momento e in questo clima ci dobbiamo quindi rendere conto che tutto quello che può essere messo in campo è cosa buona – ha proseguito il dottor Mari -. Io credo che se un governatore di regione decide di mettere in atto un coprifuoco significa che le cifre lo portano a dover prendere quelle decisioni nonostante il sacrificio delle attività. Al momento anche qui c’è preoccupazione e soprattutto si sta sviluppando la percezione del fatto che andare al pronto soccorso significhi vivere un’odissea. Un consiglio? Non bisogna recarsi in ospedale per una febbriciattola perché come è stato sempre raccomandato è importante rivolgersi al proprio medico di base. Comprendiamo anche che il paziente sia spaventato dal fatto che se la diffusione dovesse continuare con questi numeri da qui a quindici giorni saremo anche costretti a interrompere le normali attività ambulatoriali dei nostri ospedali e questo è qualcosa che non possiamo permetterci per tutti quei malati (cardiopatici o oncologici a esempio) che necessitano di cure costanti».

«In tutto questo si inserisce anche la grande richiesta della popolazione che vuole sottoporsi al vaccino e trovarsi preparata sul fronte dell’influenza – ha continuato il presidente dell’Ordine di Macerata -. Anche i giovani quest’anno chiedono di sottoporsi al vaccino e questo è un bene; oggi è in arrivo in Provincia la seconda tranche di consegna e la campagna viene portata avanti all’interno dei nostri ambulatori e nei centri vaccinali dell’Area Vasta che si trovano in alcune città della Provincia. Personalmente, sabato, fuori orario, ho vaccinato circa 70 persone per non creare afflusso in ambulatorio anche perché lì continua sempre la normale attività».

E sulla riapertura del Covid-center di Civitanova, il presidente dell’Ordine di Macerata ha spiegato che «dobbiamo essere orgogliosi di averlo perché se dovese servire a pieno regime – con l’augurio che non sia così – siamo abbastanza tutelati. Sarà forse difficile reperire il personale; una scelta che non può ricadere solo sull’Area Vasta 3 ma che deve coinvolgere tutta la Regione. Personalmente mi sono messo a disposizione nel caso dovesse servire».